Bambounou (FR)

Biografia

Attivo dal 2010, Jéremy Guindo-Zegiestowski in arte Bambounou è un giovane producer parigino da sempre innamorato della dance music UK e con una porta sempre aperta verso la sperimentazione di nuove soluzioni elettroniche dentro e fuori il dancefloor. Il suo alias compare per la prima volta nel pezzo dell’amico-collega French Fries Hugz (2010) come featurer, una traccia house tra accenti 2 step e dub con una spugnosa linea di basso sul finale e una voce in loop d’accatto («I Just Wanna Fuck»). A pubblicare è la ClekClek Recordings l’anno seguente.

Nel frattempo il producer è già alle prese con il suo primo EP Animism, che esce a luglio per YounGunZ Entertainment, un EP composto da 3 pezzi originali (e quattro remix di Teki Latex & LOL BoysArt Nouveau, Dre Skull e l’amico French Fries) dove è chiara sia l’influenza della Uk Funky – esplosa giusto l’anno precedente nel Regno Unito con Cooly G, Kode 9 e Grievous Angel – ma anche la vena creativa di Guindo-Zegiestowski con una Nappy Head a lavorare di fino sui ritmi – anche tribali – incastrandoli con un altrettanto tecnico cut’n’paste di voci old school house.

Segue nel 2011, sempre per la medesima etichetta, il nuovo EP Alpha, con altri quattro pezzi originali (e quattro remix, tra cui spiccano Lunice e Ikonika) ad ampliare lo spettro di influenze e la matrice sperimentale del sound, che acquisisce elementi etnici ed esotici (l’afrofuturismo di marca Hyperdub di ΛLPHΛ, il secco funky di Dock Request, la piano house remembranza di Heroic Deeds). Sempre nello stesso anno arriva per Sound Pellegrino Fructose Ep, un lavoro composto a quattro mani con Joakim che continua l’esplorazione in direzione lost club tracks, tra chopping di vocalizzi house, campionamenti memorabilia, bleeps e plugin per 909, smalti etnici, salvo fuori programa più ambientali (Woot) e un atteggiamento sempre più ghetto (Wizard Battle); piega che prende anche il successivo Night, un 12” comunque pienamente in sintonia con le fascinazioni retro house del 2012.

Il 2012 è anche l’anno che segna per il producer francese l’ingresso nel roster della berlinese 50Weapons, una delle due etichette dei Modeselektor per i quali pubblica, in agosto, Cobe, un EP laboratoriale che sperimenta strutture ritmiche più quadrate, scintillanti hi hat garage e rigore techno (Chrome), senza perder di vista la matrice ghetto e tocchi acid (Deepstaria). Sono le prove generali per l’esordio su lunga distanza di Bambonou, Orbiting, che esce a novembre dello stesso anno.

Il disco è un sincretico melting pot di eterogenei richiami ad alcune tra le tendenze elettroniche che hanno caratterizzato i primi anni ’10: si va dalla UK funky alle astrazioni in area anche 80s dei Jam City nei primi tre pezzi, all’esplosione techno di Data e alle contorsioni ghetto bass di Capsule Process, dall’intermezzo di ambient sci-fi di Ex06 all’hip hop à la Hudson Mohawke miscelato alla footwork di Let Me Get, dalle zone di decompressione Purple Sound (Great Escape) ad echi acid house in zone Luke Vibert (Splaz), fino all’ambient cosmico della conclusiva title-track, quasi in odore di Tangerine Dream o degli ultimi Wolves in the Throne Room.

Seguono 2 EP in cui sono certe ibridazioni techno, un funk astratto à la Autechre e l’acid a fare da denominatore comune, con Ignition/Take it Out on Me (2013) a sperimentare ancora sul versante viberiano – magari alternando con tunnel berghainiani – e Full of Feelings (2013) a macinare secchi sincopati a tagli più francesi (Brim) o anche elettroacustici (Boarder). Nel 2014, il producer torna su un solido versante UK garage con il 12” Feel Like This/Onto This sempre su 50Weapons, mentre l’anno successivo, nel secondo album Centrum (2015), è la sperimentazione (idm)techno (con lo sguardo rivolto ad Objekt) l’elemento predominante.

La tracklist mostra un Bambounou ancora una volta multisfaccettato e dai molteplici richiami stilistici, impegnato tanto in ricongnizioni frattali à la Autechre (Composer) quanto in atmosfere sci-fi dagli agganci acid (Fire Woman, 0 to 1), senza dimenticare codificati richiami all’house (Excluding Natalia) e qualche sporadico, berlinesissimo, 4/4 (Each Other, At The Mirror, I Ride).

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