Recensioni

Rimanda probabilmente ai trascorsi artistici multicolori dei due o di quell’oasi di follia che fu Fort Thunder, il titolo della rentrée dei due Brian più rumorosi del west. E ribadisce l’aliena realtà, invero fantastica e fantasiosa, fuori dall’ordinario, inconsueta e straniante, giocosa e feroce, tutta “folly and fury” che si materializza ad ogni uscita discografica o, soprattutto, quando si crea quel circolo “viziato” di spettatori pronti all’abbandono fisico e psichico raggruppati intorno al due “under stage”.
Ecco, la musica dei due Lightning Bolt è come un agglomerante di disagio e voglia di catartica esplosione: roba che se avete avuto modo di vederli dal vivo, avrete ben presente, e se non lo avete fatto potete immaginarla benissimo dalla loro discografia. Quella forza, quel collante che spinge a raggrumarsi intorno ai due, in un cerchio che ha poco del trascendente e molto del materico, viene regolarmente resa su disco, e Fantasy Empire, giunto a ben 5 anni dal precedente Earthly Delights – non conteggiamo Oblivion Hunter perché sorta di b-sides, comunque dell’epoca del citato disco – non sfugge affatto alla regola.
Anzi, nel passaggio da una sfasciona Load Records a una più sperimentale e “pulita” Thrill Jockey, l’unica cosa che non si è persa per strada è l’aggressività fisica da live show trasposto su CD che ne fa un disco immediato e diretto, feroce come sempre, folle e clownesco quanto si vuole, ma sempre minaccioso, devastante e deciso a non fare prigionieri. Ciò, nonostante gli anni di preparazione in cui i pezzi sono stati spesso riscritti, ri-registrati e pure rodati nelle incendiarie live session del duo, le modalità “distinte” e non in presa diretta con cui i due hanno lavorato e infine pure l’utilizzo, first of a kind, di uno studio di registrazione professionale.
Segno che l’estetica del gruppo, le sue coordinate sonore, l’immaginario evocato e, non ultima, la foga selvaggia, brutale, primitiva e sempre in modalità rullo compressore, sono ben fondate e non temono lo scorrere del tempo né tanto meno l’incedere, anch’esso in modalità rullo, degli hype da quarto d’ora warholiano. Se si avesse bisogno di conferme sonore, si cerchi pure all’indirizzo The Metal East, Horsepower, Runaway Train, Snow White and so on.
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