• Ott
    29
    2013

Album

Asthmatic Kitty Records

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Ci si avventura ormai da anni alla ricerca del retrò-folk. I gruppi femminili, in particolare, ne hanno subito una costante fascinazione, perché il genere esalta le caratteristiche vocali delle voci di donna, un tempo relegate tutt’al più ai falsetti di Simon & Garfunkel. Nel filone s’inseriscono band come le svedesi First Aid Kit, le inglesi The Staves o le sorelle Jurkiewicz di Indianapolis, in arte Lily & Madeleine.

La loro storia è, in realtà, abbastanza interessante. Uscite precocemente dall’adolescenza, le due ragazze, da perfette very normal people, hanno cominciato a caricare video emulativi su Youtube: dai Fleet Foxes ad Adele, in un turbinio di suoni (chitarra una e pianoforte l’altra) che lasciava intuire qualcosa di grosso. A giugno 2013, poi, è arrivato il grande passo con la pubblicazione di un EP che le ha lanciate persino oltreoceano. Per due ragazze della provincia americana di soli sedici e diciotto anni, possiamo solo immaginare cosa abbia significato. Il debutto in full length, poi, diventa “album of the month” per Rough Trade UK (lo shop non l’etichetta): una consacrazione indie in tutto e per tutto. Indie, già, anche se il confine con i riflettori (che hanno accecato band non troppo distanti dal genere, come i Mumford & Sons) del mainstream è davvero molto labile. Innanzitutto perché questo tipo di sound, come detto, vive un’ondata di riflusso particolarmente intensa, pur godendo del benestare di orde di fan; poi perché le due Jurkiewicz son giovani, attraenti e hanno un sound incredibilmente facile, che spesso fa rima con banale.

Lily & Madeleine è un album che mira dritto al cuore. E lo fa con dodici brani melensi, al confine con la nausea. Dodici brani in delicato fingerpicking, con un tocco di viola qua e là, una batteria appena accennata: una direzione che, se da una parte semplifica l’emotività contorta dei teen-something rendendola accattivante e decisamente fruibile, dall’altra appiattisce il risultato, generando più una monotonia (di suoni e di sentimenti) che la polifonia ricercata. Resta insindacabile, però, che la produzione, affidata a Paul Mahern (già con Iggy Pop, Lisa Germano, Okkervil River, ecc.), regge bene la baracca, pulsando languore da tutti i pori, ricreando atmosfere armoniche incredibilmente delicate e forse fin troppo fragili.

Non manca nel disco il clima natalizio, a metà fra il riflessivo e l’emozionato in ballate come Sounds Like Somewhere o Spirited Away. Si gioca quasi tutto su ritmi bassi, salvo episodi significativi come Nothing But Time e I’ve Got Freedom, con tanto di handclapping e rimembranze gospel. Gioca a favore del gruppo la grazia di un’intonazione divina, di un gioco d’armonizzazioni ben eseguito in tutti i brani, anche in quelli più complessi stilisticamente (ma anche più belli) come Devil We Know. A voler sprecare citazioni, si potrebbero scomodare i Low in And Tonight, i Mazzy Star in You Got Out, ma è più facile – data la pulizia estrema delle tracce – inserire Lily & Madeleine in un filone melodico che affonda le radici nel songwriting di Paul Simon, Leonard Cohen o anche LennonMcCartney.

Caldamente consigliato ai brokenhearted, agli amanti dei film con Renée Zellweger, dei cup cake, delle coperte di pile con cioccolata calda annessa, il qui presente è, in fin dei conti, un buon disco di cantautorato, che, se ascoltato nella giusta situazione, può anche riuscire nell’intento di non annoiare già alla terza canzone. 

6 Dicembre 2013
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