Recensioni

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La Berlino di Bowie e Iggy Pop, shoegaze e un piglio dance sono i tratti distintivi dei Lower Dens, band di Baltimora giunta al suo quarto album. Quattro anni sono passati dallo scorso Escape From Evil e molte cose sono cambiate: non solo il sound, ma anche la line up, ridotta a duo. Anni Ottanta e un’accelerata al dance pop sparigliano le carte in tavola, supportati dal tentativo di gettare beat e synth nell’occhio del ciclone del capitalismo moderno.

Urgenza, questa, che si ritrova pienamente in Young Republicans, ritratto dell’aristocrazia statunitense e grimaldello utile a scardinare la spina dorsale di un disco godibile ma, allo stesso tempo, piuttosto monocorde. Infatti, a parte il brio di Galapagos, è tutto piacevole e prevedibile in egual misura, a conferma del fatto che il motto less is more è certamente vero, ma a volte l’essenziale non combacia con una formula incisiva. Il punto è che The Competition sarebbe un album più interessante se non ci fossero stati i tre dischi precedenti a segnare un importante paragone, dal quale i Lower Dens attuali non escono particolarmente convincenti.

Immediato (Real Things) ma più a fuoco nei momenti riflessivi, l’ultimo album degli statunitensi segna un passo indietro rispetto alle quadrature del passato.

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