Recensioni

Nel corso della sua carriera iniziata al crepuscolo dei Nineties, Matthew Stephen Ward ha sempre mantenuto fede a un credo ben preciso: canzoni semplici, dirette, registrare rigorosamente in analogico, alla ricerca di un sound magicamente folk che sapesse parlare del presente attraverso un’apparente lente del passato. Fuori sincrono rispetto al dilagare di pad e laptop anche nel mondo del rock più classico, il suo mix di Americana, folk e country si è sempre mantenuto fresco grazie a un songwriting di caratura superiore. Quello che gli ha fatto raggiungere il successo commerciale in compagnia della sodale Zooey Deschanel con il loro progetto She and Him e che lo ha portato a scrivere canzoni per diversi big USA, tra cui la signora Mavis Staples, cui ha dato anche una mano produttiva per l’ultimo Livin’ on a High Note.
Rispetto al precedente A Wasteland Companion (2012), in More Rain Ward comprime il minutaggio, condensando in poco più di mezz’ora dodici bozzetti agrodolci che sanno di New Pornographers, Giand Sand e Roy Orbison. Il tutto, senza rinunciare alle abituali collaborazioni con, questa volta, k.d. Lang, l’ex R.E.M. Peter Buck, Neko Case (con cui sembra sempre di più condividere una visione della musica), il duo country The Secret Sisters e quella vecchia volpe di Joey Spampinato (che nella sua lunga carriera ha incrociato la chitarra con, tra gli altri, Eric Clapton e Chuck Berry). Ne escono brani stomp allegri che sanno di anni Cinquanta californiani (You’re So Good To Me), follk rock à la New Pornographers come il singolo Girl From Conejo Valley, acquerelli intimisti (Slow Driving Man), il crooning di Little Baby, il rock rumorosamente college di Confession.
L’attualità di M Ward, scriveva quattro anni fa Stefano Solventi, «sta nella capacità di stemperare ricerca, profondità e devozione in un linguaggio a pronta presa che non indulge in nostalgie». Un linguaggio che permette al cantautore dell’Oregon di vivere il presente e contemporaneamente raccontarlo come se lo osservasse da una finestra: entrano odori e suoni, ma si può sempre decidere di chiudere per non far entrare quello che non piace.
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