Recensioni

6.1
Già nei precedenti I Love You e Un incubo stupendo i Management avevano optato per una proposta più prevededibile e meno sboccata di Auff!, che nel 2012 era piaciuto per la sua capacità di ibridare mondi diversi con testi apprezzabili e personali, riducendo gli esiti a un rock ben fatto ma senza particolari momenti di originalità. Oggi tornano con un quinto album che dovrebbe segnare «una nuova stagione artistica e poetica, con la netta volontà di distaccarsi da categorie e da un immaginario ormai non più rappresentativo». Il milieu citato in cartella stampa è quello degli esordi rumorosi che li avevano resi famosi e credibili a suon di uptempo franzferdiniani e arrangiamenti à la Gang of Four. L’intento sembra quindi di tutto rispetto: le svolte nel rock sono un rischio e qui il tentativo di smarcarsi da sentieri già battuti è quasi una necessità, visti gli ultimi precedenti.
 
Sumo – registrato a Napoli presso lo studio Auditorium Novecento, dove Murolo ha composto Luna rossa, astro che campeggia in copertina – è una raccolta di ballad pop che mescolano synth (Avorio, Sumo, La notte nelle vene), chitarre acustiche (Come la luna), sensibilità indie (Chiara scappiamo), visioni malinconiche (Per i tuoi occhi tristi), progressività à la Sinigallia (Sto impazzendo), ricordi in uptempo punk-funk (Forte forte) e rock vicino alle sonorità di Daniele Silvestri (Sessosesso). Ottima la produzione del chitarrista (e metà del duo) Marco Di Nardo, anche se i testi non riescono a sorprendere e a staccarsi dalla media del nuovo cantautorato italiano post-00. Un disco ben fatto, con qualche arrangiamento interessante, ma che purtroppo dimenticheremo presto.
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