• Set
    17
    2013

Album

Columbia Records

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Tornano gli MGMT di Andrew VanWyngarden e Ben Goldwasser con un nuovo disco, questa volta omonimo, registrato ai Tarbox Road Studios ancora una volta con Dave Fridmann (co-produttore e già dietro al mixer nel precedente Oracular Spectacular) e accompagnato nella versione Deluxe da un software (“Optimizer”) a integrare musica e immagini video.

Tre i singoli previsti (a Your Life Is A Lie seguiranno Alien Days e Cool Song No. 2) per un album che tradisce fin dall’incipit un’ispirazione squisitamente sixties, in un magma sonoro che si destreggia tra la psichedelia sghemba dei Pink Floyd di The Piper At The Gates Of Dawn e l’eleganza elettronica e retrò degli Air, passando per il Brian Eno di Here Come the Warm Jets e certe atmosfere dei Mercury Rev di Yerself is Steam.
I Nostri si lasciano così definitivamene alle spalle l’elettro-pop e la naturale vocazione all’anthem da dancefloor delle varie Kids e Time To Pretend, e abbandonano qualsiasi struttura canonica nel nome di una ricerca-omaggio alle loro radici musicali: con le voci quasi mai in primo piano sono i suoni a farla da padrone, dando all’intero lavoro una coerenza che travalica i singoli episodi (davvero difficile estrapolare una canzone piuttosto che un’altra, tanta è l’impressione di trovarsi di fronte a un’unica, inscindibile massa sonora), minimizzando le differenze che intercorrono tra i brani; facile così scovare, nella marcetta garage di Your Life is a Lie e nel marziale incedere della cover Introspection il fantasma del solito Syd Barrett, mentre sono i Beach Boys in LSD uniti ai Beatles di Sgt. Pepper’s e del Magical Mistery Tour a far capolino nella cantilena pop Plenty Of Girls In The Sea, a cui fa da contraltare la cupa – e flaminglipsiana – Mistery Disease.

 Se Congratulations, privo com’era dei singoli che avevano fatto la fortuna del suo predecessore, era stato forse oggetto di delusione per i sostenitori di Oracular Spectacular, questo terzo lavoro in studio si sposta un gradino più in là, lasciando un gap difficilmente colmabile tra i Nostri e chi, in loro, ricerca ancora la geniale spensieratezza di Electric Feel. MGMT è un album prezioso, netto nel suo tagliare ogni ormeggio con la monotonia della realtà moderna, decisamente interessante, sicuramente pretenzioso, figlio di una band che però, forse, sotto questa attitudine ha sepolto una piccola parte di anima.

17 Settembre 2013
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