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7.1

Quando ad agosto dello scorso anno, ancora senza volto, emerse dalla nebbia del piccolo buzz cucitogli addosso dalla Werk Discs, Moiré si presentò con un mix per Fact catalogato dal popolare magazine come una raccolta per “night smokers and stargazers“. Ora che Ninja Tune co-firma il suo debutto Shelter le carte sono scoperte, si conosce il suo volto e soprattutto c’è un sound umbratile e sporcato che ha chiari debiti con il sound dell’etichetta – e con il suo boss Actress – ma anche sufficienti gradi d’autonomia.

Alla stregua di Ghettoville o Hazyville, di certi taglia e cuci vocali dello Zomby degli esordi, delle casse lente tagliate sugli snares di un Andy Stott chiarificato e delle produzioni sexy detroitiane di Jimmy Edgar e della sua Ultramajic, ritroviamo da queste parti una techno basale come house reinterpretata, però, secondo noti tepori e asfalti UK londinesi. Così, come da tradizioni e riferimenti contemporanei, abbiamo un equilibrato mix tra soul sottopelle e felpate casse rigorosamente in 4/4, con il producer che non vuole rivoluzionare alcun canone dando comunque in cambio una buona miscela e interpretazione.

Due gli ospiti del lavoro: in Dali House c’è un seducente Bones, mentre in Rings un cadaverico Charlie Tappin, due facce della stessa medaglia, ovvero old school techno per flessioni funk spalmate su umbratili vocalizzi house. L’intro, Attitude, inoltre, ricorda certa anthemica sottotraccia di casa Four Tet / Caribou e, anche qui, il richiamo ai primi Novanta – Carl Craig in primis è funzionale a una reinterpretazione ricca di dettagli e di stratificazioni chiaroscurali, dove gli snare luccicano nel buio e dove il groove equivale a qualcosa di avvolgente eppur incerto, tentatore e traditore (No Gravity). Nessuna traccia killer, non è cercata né voluta; l’intero Shelter è, si può dire, un personale concept, un disco registrato perlopiù ai Synthesiser Studio di Amburgo con diverso materiale hardware che ha dato smalti e timbriche decisivi. Un lavoro da ascoltare a notte fonda composto da un producer lucido e preparato, il cui lato migliore sembra spendersi in lussuosi ambienti dove spazi e trame sono gestiti alla perfezione.

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