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7.4

Chi non ha mai desiderato almeno una volta di rivivere i propri vent’anni con la maturità dell’età adulta? Ebbene, i Mr. Bungle dai sogni sono passati ai fatti. Tornati a calcare i palchi all’inizio dell’anno, Trey Spruance (chitarra), Mike Patton (voce) e Trevor Dunn (basso) sono entrati in studio per ri-registrare lo storico primo demo della band del 1986. E, come se non bastasse, si sono fatti accompagnare nell’avventura da due leggende del metal, come il chitarrista Scott Ian degli Anthrax e il batterista Dave Lombardo degli Slayer. Così, a più di trentacinque anni dalla sua pubblicazione, The Raging Wrath of The Easter Bunny Demo torna a fracassarci l’udito, ma in una nuova e scintillante veste, per di più arricchita di alcune chicche non indifferenti.

Nonostante l’attenzione filologica del quintetto nel maneggiare i brani, l’album non suona affatto come un’operazione nostalgia. Se da un lato il sound ci riporta infatti all’epoca in cui non era un tabù vedere sullo stesso palco band come Slayer, Raw Power, Metallica e Indigesti, dall’altro la personalità esplosiva dei nostri riesce a soffiare via molta della polvere del tempo. Ne fuoriesce un granitico trash metal anni ’80, carico di furia ma anche di uno spirito provocatorio prettamente giovanile, che i cinque fuoriclasse dominano con indiscussa competenza, un pizzico di ironia e soprattutto con tanta tanta personalità da rendere il discorso perfettamente credibile.

Le cose ovviamente girano molto meglio rispetto al passato (la maturità ha un peso decisivo) e l’approfondito studio dei dettagli rende i pezzi, di per sé validi, molto più maestosi e dinamici. Le chitarre giganti di Ian e Spruance, il basso corposo di Dunn, nonché gli implacabili assalti di Lombardo e la varietà epressiva impressionante di Patton, conferiscono nuovo slancio alle rasoiate à la Testament di Spreading The Thighs of Death e allo slayerismo applicato di Bungle Grind e Raling Your Mind; come anche al trashcore di Anarchy Up Your Anus o ancora alla cavalcata punk metal di Sudden Death.

Tra le chicche di cui si diceva all’inizio ci sono il brutale rifacimento del brano Loss For Words dei Corrosion Of Conformity, nonché il divertente mashup tra la primordiale tirata à la D.R.I. di Hypocrites, la sardonica intromissione di La Cucuracha e la cover del classico degli S.O.D. Speak English Or Die – rinominata per l’occasione Habla Español O Muere e in parte cantata in spagnolo. E riemergono poi dai giorni di gloria anche tre brani d’epoca mai registrati: il midtempo in odore dei Faith No More infarcito di sfuriate di Eracist; la dirompente corsa di Glutton For Punishment; e infine gli ancora più travolgenti otto minuti di Methematics, che tra riffaggio killer, armonie contundenti, accelerazioni e stacchi mosh, traghettano i Mr. Bungle direttamente nell’oggi.

Un disco che per fattura ineccepibile, intelligenza e sorprendente capacità di riattulizzare il genere, oltre a diventare un must per gli appassionati farà di certo proseliti tra i neofiti. Un classico che torna di moda.

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