Recensioni

Siamo stati ospiti per i tre giorni “clou” del MusicalZOO Festival al Castello di Brescia, di cui eravamo già stati entusiasti in occasione dell’edizione 2015 con nomi come Verdena, Aucan e Populous (giusto per citare i tre più BIG). In un festival quantomai trasversale tra musica, arte, cultura, dibattiti e installazioni audiovisive, l’eterogeneità simbolizzata dallo Zoo animale che fa da concept si estende alla varietà della palette musicale offerta: se nell’edizione 2017 è evidente come il focus si sia spostato – soprattutto a livello di grandi nomi – su un versante più strettamente elettronico e legato al dancefloor, non sono mancati a farne da contrappunto esperienze tra le più disparate, dal reggae allo psych, dall’ambient all’afrobeat, fino al trionfo hip hop della serata conclusiva.

Chiaro come un importante quid in più alla magica atmosfera respirata sia stato dato dall’incantevole location: un Castello sempre più colorato, illuminato e pensato “a misura d’uomo”, con palchi vicinissimi tra loro, bancarelle e stand di libri, vestiti e tanto altro, e un’offerta di street food ampia e gustosissima. Il tutto si è inserito tra episodi di performance art, come nel caso del surreale e animalesco collettivo londinese Artfulbadgers, proiezioni sulle mura, panel e conferenze, per un’esperienza a 360° perfettamente integrata nell’ambiente del castello. Musicalmente il piatto è stato appunto ricco e ghiotto; il venerdì ha aperto letteralmente le danze con una selezione di artisti caratterizzati dalla ballabilità come elemento centrale: Clap! Clap! e Jolly Mare ovviamente sugli scudi, ma ci sono state anche gradite sorprese come il succoso e freakkosissimo set di Musicamatta, e il colorato afrobeat del collettivo francese Afro Social Club.

Ancor più variegata è stata line-up di sabato: solidi e ben oliati i live di Lorenzo Senni e di Clark – con quest’ultimo visivamente impressionante, tra corpo di ballo e giochi di luce – e sempre divertente Powell, mentre il math/doom/prog/kraut/quellochevoletevoi metal dei Quasiviri in cannoniera e le morbide fluttuazioni psych di His Clancyness sono stati gli inaspettati highlights di serata. Black music e hip hop sono stati invece i tag da spendere per i conclusivi live di domenica, con Mudimbi (che abbiamo recensito e intervistato su queste pagine), Frah Quintale e il set di Rehab. La scoperta del giorno è stata l’incredibile voce soul italo-senegalese di Sista Awa, con un live intimo, minimale e bellissimo, e lei accompagnata dalla sola chitarra acustica sul nuovo e suggestivo palco alBazaar.

Palchi e acustiche perfetti, orari puntualissimi e, soprattutto, un’offerta musicale ampia e sempre valida in una cornice splendida; MZoo si conferma anche quest’anno uno dei festival più belli e meglio organizzati che abbiamo, e una “casa” dove è sempre bello tornare.

Amazon
