• Apr
    01
    2012

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Rough Trade

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Cambiare aria e indossare nuovi abiti è sempre salutare nella vita di una band. Per i Mystery Jets ha significato andare a vivere per un periodo nella Westlake area vicino a Austin e registrare un album volutamente influenzato da suono americano per chitarre slide, spazzole e coretti CSNY. Scelta vincente perché Radlands è il tassello che serviva a una formazione amabile sì ma mai decisiva e ora finalmente autentica, forte di un set di canzoni solido soprattutto a livello lirico.

Perdonabili le strillate à la Creep (e inevitabili accendini spiegati) dell’isolata Lost In Austin, sciolti ed efficaci gli stacchetti Bee Gees della jingle-janglista The Hate Pop o il country O-bla-di O-bla-da della beatlesiana Greatest Hits (e occhio alla citazione a Mark E. Smith dei The Fall nel testo) ma non sono questi i picchi dell’album. I Jets di ieri sono quelli dei crescendo U2 e i ritornelli Police (il singolo Someone Purer ricalca infatti il passato), quelli di oggi suonano più che discrete ballate tanto lunari (The Nothing) quanto struggenti (Radlands) e sanno scrivere storielle mccartneyane con la giusta leggerezza (Sister Everett per hammond, riff Stones e drumming krauto).

Basato su un 70s folk rock (Dan Carey in produzione), l’impianto arrangiativo dell’intero disco è perfettamente riuscito, soprattutto sul versante più interpretativo della scaletta dove spiccano il folk rock Neil Young di You Had Me At Hello (magari angolato coevi Pink Floyd), il fingerpicking di una romantica The Ballad Of Emmerson Lonestar (splendido l’attacco del coro) o la più classica song per duetto lui/lei di Take Me Where The Roses Grow con il feat di Sophie-Rose Harper.

Se con Twenty One i Mystery Jets avevano catturato le attenzioni dei media cavalcando le mode 80s e veicolando Klaxons e gli allora disciolti Libertines, se con il successivo Serotonin ai ragazzi era venuta voglia di fare il grande salto nell’arena del brit-pop non riuscendo a convincere completamente, con Radlands i nostri mettono finalmente tutti d’accordo sulla qualità della loro proposta musicale.

27 Aprile 2012
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