Recensioni

È uno dei supergruppi più attesi di questo inizio 2016, anche se a dirla tutta la vulgate vorrebbe che questo trio formato da Adam Drucker meglio conosciuto come Doseone (Subtle, Themselves, Clouddead), Adebimpe Tunde dei TV on the Radio e da Mike Patton, frontman dei redivivi Faith No More, abbia la sua origine addirittura nel 2008, quando i primi due mandarono dei demo a Patton. Facile immaginare la felicità del bambino Patton di fronte alla ennesima possibilità di mischiare le carte in tavola con lo spirito affine Doseone, con cui aveva già trescato ai tempi dei Peeping Tom. Detto questo, e stanti premesse che dovrebbero ingolosire chiunque traffichi a vario titolo con mescolanze, melting-pot, crossover trasversali e quant’altro – il curriculum dei tre, in solo o con le varie collaborazioni è più che noto –, Nevermen è tutto fuorché eccitante nella sua reiterata volontà di mostrare un mondo sonoro statico, stabilizzato in una sorta di cliché che dagli anni ’90 in poi si è sempre più standardizzato perdendo via via tutto il potenziale di rottura che ai tempi (e in alcune puntate successive con protagonisti proprio i qui presenti) aveva avuto.
Il progetto sulle prime doveva essere incentrato su un “vocal experiment” stando a quanto dichiarava Adebimpe in tempi non sospetti, ma alla luce dei fatti c’è molta elettronica a stratificare le contorsioni vocali – soul, sperimentali, hip-hop com’è chiaro che sia indagando i curriculum dei protagonisti – che rappresentano la spina dorsale dell’intero lavoro. Ne è esempio Hate On, in cui le tre anime sembrano fondersi in un blend che guarda ad Oriente, sfalda l’elettronica in tappeti di suono, evoca mondi possibili oppure Tough Towns, bassa battuta lo-hop, rapping svagato e ciondolante che esplode in un buon groove finale. Roba piuttosto buona che condensa in pochi minuti il senso ultimo del lavoro (assemblato e reso omogeneo dal lavoro in studio di Patton) ma che, purtroppo, non si ripete all’interno di un disco che vuole osare ma risulta stanco e che vuole sorprendere ma riprende idee ormai più che ascoltate, trasformandosi ben presto in un (l’ennesimo?) divertissement tra avventurieri ormai senza avventure da affrontare e raccontare.
Amazon
