Recensioni

6.5

In principio i due volumi di Encores e All Melody dovevano rappresentare temi distinti e separati tra loro, ma raggruppati in un unico concept, che sarebbe potuto sfociare in un triplo album. Poi Nils, a ben vedere, si è fatto prendere eccessivamente la mano con l’ultimo album, per cui i due EP sono diventati a tutti gli effetti «isole musicali» (parole sue) da allegare alla prova lunga, stelle della stessa galassia che ne dovevano rivelare sfumature e giochi cromatici. Il primo, serioso e stiloso libro d’esercizi per pianoforte e harmonium, cose che abbiamo già (ri)sentito a più riprese soprattutto sui dischi a breve distanza del Nostro; il secondo, leggermente più lavorato, sulla concettualizzazione di intervalli e spazi ma che comunque non aggiunge davvero nulla a ciò che già conosciamo bene dell’autore e della sua enciclopedia, sempre più incentrata sulle note a piè di pagina, piuttosto che non su materie generali e paragrafi.

Si tratta di brevi e agevoli spunti, con tanto di trovata tecnica nell’utilizzare una pietra scovata a Mallorca come strumento d’amplificazione: ninna nanne sussurrate (Sweet Little Tie), accenni cinematografici (A Walking Embrace) ed estensioni atmosferiche altezza Basinski (Talisman) che preparano il campo ai 12 minuti della cavalcata finale Spells, andirivieni di glaciali arpeggi e continui intrecci nodali nei synth che dettano i lenti cambi di passo, con la tensione che va sfumando – forse troppo – prima del previsto. Non chiedevamo più di tanto, visto quanto ci è piaciuto All Melody, oggi bastava scongiurare un passaggio a vuoto. Bene così.

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