• Giu
    15
    2018

Album

Ninja Tune

Add to Flipboard Magazine.

L’ultima next-big-thing in ambito jazz arriva da New York e, sin dal primo ascolto dell’esordio sulla lunga distanza, questo Lower East Suite Part Three in uscita per Big Dada, si capisce subito che non avrebbe potuto essere altrimenti: non sono solamente le tematiche trattate (gentrificazione, avvisi di sfratto, diritto alla casa e disoccupazione), che riguardano comunque la sfide della vita quotidiana nella quasi totalità delle metropoli contemporanee, ma soprattutto il suono ribollente e vivo a ricondurci alla Grande Mela, la stessa città che in altri momenti storici ha dato i natali a capolavori indiscutibili del jazz più contaminato e riottoso, dall’unico album firmato dalla straordinaria Liberation Music Orchestra di Charlie Haden al debutto, iconoclasta e tutt’ora stupefacente, dei Lounge Lizards.

Non sono riferimenti buttati a caso (ascoltare Rumble in Chatham Square e non immaginare i completi bianco-neri di Arto Lindsay e soci è davvero dura), ma due precedenti tanto illustri quanto influenti sugli Onyx Collective del sassofonista Isaiah Barr: nonostante il collettivo newyorchese possa infatti vantare un background eterogeneo e sincretico, non troppo diverso da quello dei principali colleghi in ambito jazz contemporaneo (dai canadesi BadBadNotGood a tutto il giro Brainfeeder: Kamasi Washington, Taylor McFerrin, Thundercat…), il suono proposto in questo debutto si lascia alle spalle qualsiasi flirt con hip-hop ed elettronica in favore di un hard-bop rovente, battagliero, livoroso, dall’attitudine rigorosamente DIY.

14 Giugno 2018
Leggi tutto
Precedente
Lattex Plus Festival, 8-9 giugno, Parco di Villa Solaria (Firenze)
Successivo
Lay LLamas – Thuban

album

recensione

artista

recensione

recensione

artista

artista

artista

artista

Altre notizie suggerite