Recensioni
Prosumer
Raresh
Fabric 79
Fabric 78
-
Alessandro Pogliani
- 22 Gennaio 2015


Mentre il club, per evitare la chiusura, tratta con la polizia impattanti misure antidroga, il braccio discografico del Fabric continua a macinare mix: gli ultimi due album del 2014 della serie omonima danno ulteriori segni di vitalità, toccando due diverse facce del poliedro house. All’impeccabile flusso minimal del n. 78 di Raresh fa da contraltare il fantasioso excursus tra old school e new electro del n. 79 cucinato da Prosumer: vista la tanta carne al fuoco partiamo da quest’ultimo.
L’attitudine del tedesco Achim Brandenburg, già resident DJ al Panorama Bar e ora residente in Edinburgo, rispecchia in pieno il moniker scelto: al tempo stesso produttore e consumatore di house music sapida e sapiente, Prosumer (producer + consumer) procede per libere associazioni di idee, andando avanti e indietro nel tempo, senza posa e senza pose da saputello. Si comincia con carotaggi nella dance culture americana di fine millennio scorso, dal 1993 (la Miami allegramente in levare della opening track Time, la Detroit di prammatica della seconda traccia selezionata dalla label di Kevin Saunderson) al 1987 (la Chicago gaya e saltellante di A Black Man, A Black Man And Another Black Man, ovvero Farley “Jackmaster” Funk) al 1994 (la Chicago più sporca e acida prodotta da Armando e firmata Traxxmen), per scivolare poi nell’oscura Europa contemporanea, con il duo di carneadi danesi Wilma (di fresca firma per Potion, la label gestita da Prosumer insieme all’amico e collega Murat Tepeli, anch’esso qui presente con la recente P.S.A. – Play, Stop, Acid), o con la deep house di Linkwood, aka Nick Moore, tra i nuovi amici scozzesi. Nel giro dell’ottovolante c’è spazio per l’underground newyorkese d’annata di Pal Joey, che con il moniker Earth People campiona gli Chic (Dance, 1990), ma anche per l’oscura electro dei norvegesi Kaptein Kaliber (Oh Ah Ah, 2002) e persino per un remix dall’ultimo dei Knife. E prima di arrivare in fondo (la chiusura, a luci ormai accese, è lasciata alla funky disco datata 1982 di Tommy McGee) trova posto pure una proposta italiana: Shinoby, alias il veronese Omar Contri (raggiunto via Facebook, ci ha raccontato di una giornata passata con Prosumer per negozi di dischi conclusa con il regalo del test press di There R No Rules Fear Is Unknown & Sleep Is Out Of Question, che sarebbe diventata di lì a poco una delle colonne portanti del mix), introduce la potente sequenza con Doms & Deykers (ovvero Steffi & Martyn), Domu (Dominic Stanton) e Crowdpleaser. 24 tracce per 73 inventivi minuti mai sotto il livello di guardia (7.0).
Un po’ d’Italia c’è anche nel mix di Raresh, il terzo della triade di DJ romeni recentemente chiamati da Fabric (dopo Petre Inspirescu – che nel febbraio 2013 compone personalmente tutto il # 68, e Rhadoo – # 72, ottobre 2013; i tre co-dirigono la label [a:rpia:r]): il sardo Renato Figoli, che con la sua Super Lemon Vapor viene scelto per aprire le danze, e il torinese Topper, al secolo Matteo Taberna, emigrato a Berlino. Il mood dell’episodio 78 è ipnotico, tra minimal e deep: una corrente senza strappi che procede imperterrita, in piena trance agonistica. Diversamente dal mix di Prosumer, qui le diverse personalità vengono amalgamate nel tutto, ma ciò, dancefloorianamente parlando, non è necessariamente un male. Anche le scelte geotemporali sono più limitate, concentrandosi su una serie di relativamente recenti proposte provenienti principalmente dall’Europa, in particolare dalla Romania (Dubtil, Emi Nescu, Nu Zau, VincentIulian, Vlad Caia, Cristi Cons), e con due numi tutelari, Amir Alexander e Hakim Murphy, a garantire il pedigree chicagoano. Non innovativo, ma assolutamente funzionale (7.0).
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