Recensioni

L’ultimo domicilio conosciuto (Harmonie Du Soir, 2013, anche se in mezzo c’è stato anche il duo con Charlemagne Palestine di Youuu + Mee = Weee) lo collocava nel solco del proprio percorso “corale”, fosse esso per strati di chitarra (le sei della title track) o in forme orchestrali (i 70 musicisti condotti in Harmonie De Pontalier: The Dream Of Rhonabwy). Questo ritorno “pitagorico” (basato cioè sull’accordatura della scala pitagorica e su una registrazione “reilyiana” elaborata sfruttando il multi-second delay effect) ce lo propone, invece, in una insolita e curiosa veste in solo: scelta derivante sia dalle difficoltà per la resa live dei suoi ensemble, sia da una necessità di ritornare a una dimensione intima, giustamente solitaria.
Cosa aspettarsi è un dubbio obbligato, un pensiero lecito figlio della sorpresa, dato che di Chatham si è sempre apprezzato il lavoro architettonico sulle chitarre, i flutti montanti di strati circolari veramente d’effetto e, insomma, immaginarselo in solo è cosa strana. Leggendo poi, qua e là, tra le dichiarate influenze per questo lavoro, il nome di John Fahey e i vari riferimenti al fingerpicking (primo amore insieme all’acustica, e poi dimenticato in favore della più rumorosa elettrica), la sorpresa diventa quasi stupore, tanto che poi quando si ascolta Part One non si resta delusi affatto, ma sempre di estatiche volute di suoni in sovrapposizione si tratta. Diciamo che l’immaginazione era andata un po’ troppo in là, ma l’evoluzione del pezzo è un gran bel sollievo, in senso pratico ma anche e soprattutto metaforico, viste le spire con cui sembra avvitarsi su se stesso, continuando, dopo una breve intro di tromba in lontananza, a stratificare note “in punta di dita” in nebulose celestiali.
La Part Two invece riesuma il flauto pre-Ramones al CBGB’s per un tappeto sonoro cullante e soffuso che poi scivola lungo una ripresa del fingerpicking di cui sopra, ma in forme più vibranti e sostanziose. A queste due particolarità, non procedurali quanto applicative, nella versione CD viene sommata una bonus track (Whitechapel Brass Variations) in cui Chatham chiude il cerchio dei suoi strumenti preferiti con una lunga dissertazione per tromba catturata live alla Whitechapel Gallery di Londra, ripresa estesa delle note iniziali della suddetta Part One.
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