• set
    21
    2018

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ANTI-

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Richard Reed Parry degli Arcade Fire è un compositore a tutto tondo. A dimostracelo c’è il precedente disco – Music For Heart And Breath, del 2014, edito dalla prestigiosa Deutsche Grammophon – che ci offre un buon numero di (riusciti) quadretti di musica da camera contemporanea (sulla scia di quanto già dimostrato da Reed nella suite tripartita For Heart, Breath And Orchestra, contenuta in un CD collettivo del 2011, assieme a pezzi dei vari Nico Muhly, Jonny Greenwood e Edwind Ouwater).

L’aria che si respira in questo Quiet River è però diversa; e lo è innanzitutto perché, questa volta, l’ispirazione di Parry trae linfa vitale nientemeno che dal tour che portò, 10 anni orsono, gli Arcade Fire nel Paese del Sol Levante. E già, il Giappone: il silenzio degli antichi monasteri, le passeggiate nelle foreste spettrali, una religiosità permeata dalla natura fatta di annullamenti contemplativi ai limiti dell’estasi mistica (non per nulla il vol.1 di Quiet Rivers è uscito il giorno dell’equinozio d’autunno, mentre il successivo è previsto entro l’altrettanto simbolica data dell’equinozio di primavera), devono aver lasciato il segno in Reed. E tutto ciò si riflette nei 7 componimenti di pop “progressivo”, a tratti “new age”, dal sapore colto, stipati in questo suo nuovo CD; Gentle Pulsing Dust, l’opener, è un assaggio pressoché prefetto di quanto si ascolterà nel resto del programma: un pezzo dal taglio folk, (sovr)arrangiato secondo modi cameristici, che però non lascia spazio a mollezze sbrodolanti. Il risultato, paradossalmente, è prossimo a una certa psichedelia ambientale, che potrebbe persino funzionare da contraltare (ultra-)pop a quella dei Blithe Sons nei 90s (la cui proposta, però, rimane assai più ostica). Sai No Kawara, il pezzo successivo, si dilata ancor di più, fino a sfiorare codici armonici astratti, dove ben ci stanno certe tracce di dub; ma questo è solo l’intermezzo strumentale che introduce ai rimanenti 5 brani del disco: che fra musica ambientale, e vocazione psichedelica, senza mai rinunciare a una vena melodica d’assoluta eccellenza, rifondano il concetto stesso di pop colto. Una prova di gran classe.

23 Ottobre 2018
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