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Due cantautori, entrambi australiani, entrambi in procinto di trovare il successo internazionale, entrambi predisposti agli spot TV, ma profondamente diversi a livello stilistico: RY X e Vance Joy.

RY X, contrariamente a Vance Joy, non è un vero e proprio esordiente: nel 2010, infatti, pubblicò a suo nome (all’anagrafe è Ry Cuming) un omonimo e poco fortunato album per la Jive Records: un prodotto discografico modellato a tavolino a metà tra Jack Johnson (anche Ry ha la passione per il surf) e patinato pop-rock da talent-show. Troppo poco per un ragazzo cresciuto ascoltando – e suonando – i classiconi dell’aggro-rock anni ’90, prima di rimanere folgorato da Grace di Jeff Buckley e di abbracciare un’attitudine randagia (per un po’ ha frequentato le spiagge della Costa Rica armato di chitarra acustica e surf) che l’ha portato fino a Los Angeles, sua attuale dimora.

Con Berlin EP, pubbicato per la Dumont Dumont, Ry inizia un nuovo percorso – non troppo dissimile dalla recente svolta di V V Brown – di allontanamento dal piattume pop: per un “child of the sun” (così si definisce nella titletrack), ripartire dalla fredda Berlino è una dichiarazione d’intenti che si concretizza in venature decisamente più melodrammatiche e apparentemente più sincere. Un timbro che rievoca Justin Vernon (non quanto quello del connazionale Tim Bettinson/Vancouver Sleep Clinic) e Matt Corby (altro belloccio aussie atteso al debutto lungo), cori di scuola Fleet Foxes e un arpeggio su di un tappeto cathedral sono gli ingredienti che rendono magica Berlin (molto più di un videoclip da high-rotation). Altrove, a turno, è la chitarra a donare una marcia in più al songwriting di RY X (l’altrettanto affascinante e malinconica Shortline dalla coda Buckleyana), il piano perennemente riverberato (Wanderlust) o gli unici accenni ritmici dell’EP contenuti in Vampires.

Tutt’altro mondo invece quello di James Keogh aka Vance Joy, nato a Melbourne e capace già di scalare le classifiche – per il momento locali – con il brano Riptide. Il progetto – che live prende sempre più le sembianze di una vera e propria band – ha un baricentro stilistico che ruota principalmente attorno alla tradizione, avvicinandosi più volte a quel pop-folk venato country (The Lumineers o Of Monsters And Men, per i quali ha aperto in madrepatria) che ha dominato le classifiche americane nell’ultimo biennio. Non mancano le melodie disimpegnate, i modi da bravo ragazzo dall’animo profondo – lo testimoniano testi tutt’altro che banali – e un funzionale intuito strumentale (suona l’ukulele), ma lungo le cinque tracce dell’EP di debutto God Loves You When You’re Dancing si avverte l’assenza di qualche sussulto emozionale e di un tratto distintivo evidente. Tutto è molto bilanciato, forse troppo. Oltre alla potenziale hit mondiale Riptide, spiccano gli azzeccati passaggi strumentali di Snaggletooth, brano in cui il Nostro si avventura in acuti che ci obbligano a citare nuovamente Jeff Buckley, tra l’altro rintracciabile anche in un altro cantautore pronto al successo, il francese Talisco (si ascolti Mustang Blood).

Con RY X, Vance Joy – e Vancouver Sleep Clinic – l’Australia ha già in tasca un 2014 in cui non faticherà a riconfermarsi come quinto polo-musicale a livello internazionale. (voti: 6.8 a Berlin EP, 6 a God Loves You When You’re Dancing).

11 Dicembre 2013
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Vance Joy

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