Recensioni
Samuel Kerridge
Always Offended Never Ashamed
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Marco De Baptistis
- 21 Febbraio 2015

Samuel Kerridge è uno di quegli artisti che sta contribuendo (al pari di Ancient Methods e Headless Horseman) a riconfigurare i confini di una certa techno che ha ormai assimilato lo spirito e la tradizione della musica industrial in chiave d’esaltazione della potenza e della violenza, con lo scopo di ridare finalmente una nuova fisicità alla musica elettronica del XXI secolo. Si sentiva il bisogno di un approccio più deciso e netto che riconfigurasse in chiave elettronica l’angoscia post-industriale delle nuove generazioni senza futuro.
Il richiamo alla fisicità e a una dinamica ”heavy”, ovviamente trasposta nell’ambito techno, non mira certo a essere più appetibile e facile per il dancefloor; tutto il contrario: l’elettronica da ascolto e le reminiscenze “rave” del Nostro si fondono, ma affondando le zanne nella rabbia generata da mutazioni noise post-techno (Pete Swanson, Shapednoise, etc..) che hanno il loro degno sfogo anche in implosioni alla Raime, con dilatazioni che ben si sposano con cupezze dark ambient atte a stimolare gli appetiti di un pubblico oramai avezzo a certe sonorità.
Always Offended, Never Ashamed arriva dopo l’ottimo A Fallen Empire uscito nel 2013 per Downwards. L’album è il primo pubblicato dalla nuova etichetta Contort, fondata a Berlino da Kerridge con sua moglie Hayley, ed è uscito il 13 febbraio 2015. In una dichiarazione rilasciata a Fact Magazine l’artista ha detto: «volevo lasciare un po’ più di spazio fra le cose, farle respirare. Gli interventi vocali si sono rivelati come uno sviluppo naturale. Ho cercato di catturare quella fisicità diretta che è diventata sinonimo del mio lavoro ma, mirando a mostrare maggiore controllo e, in un certo senso, più eleganza». Proprio sul controllo della potenza, che come un maglio industriale si abbatteva sugli ascoltatori di A Fallen Empire (e sui fortunati ascoltatori dei suoi evocati live-set), lavora il nuovo disco di Kerridge, che come obiettivo principale ha quello di dilatare e raffinare le atmosfere, suonando al contempo più pesante e cattivo che mai. Il brano di apertura, GOFD, è rappresentativo del percorso post-techno intrapreso da Kerridge, che con la successiva MPH affonda le unghie in una materia che lo porta sempre più in basso, verso abissi notturni fatti di rumorismi industriali che mettono l’ascoltatore con le spalle al muro.
L’album rallenta la battuta con brani come TRN5: ormai la musica di Kerridge non è più nemmeno techno, ma puro magma nero in cui risucchiare le voci filtrate che emergono come spettri in un’oscura miniera, il cui tempo viene scandito solo dai colpi di piccone. Non per nulla, il musicista ha dichiarato in un’intervista del 2013 per The Quietus che in una vita passata doveva essere stato un minatore in una miniera di carbone. WOSN, con i suoi epici dieci minuti non sfigurerebbe nel catalogo di una label Industrial come la compianta Cold Meat Industry (ascoltare per credere). Seguono implosioni e cupe voci in delay anche in NCV, prima del degno finale con WIAGW, che rimette in moto la macchina in un crescendo post-apocalittico, sintetico e spaventoso, quanto ispirato.
Always Offended, Never Ashamed è decisamente un ottimo lavoro, che si addentra ancora di più nella strada verso il buio “ctonio” post industriale, una via intrapresa con A Fallen Empire che ci porta lontano dalla materia techno iniziale verso nuove forme di disperata e consapevole fisicità.
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