Shapednoise (IT)

Biografia

Tra i non pochi musicisti elettronici e DJ italiani espatriati a Berlino, Nino Pedone aka Shapednoise è uno di quelli che sono riusciti a trovare più chiaramente spazi personali e differenzianti, utilizzando al meglio una qualificata rete di contatti “giusti” e offrendo una proposta artistica fortemente d’impatto, efficacemente definita da lui stesso (nella sua pagina Facebook) come “Grinding electronics / Noise and speaker ripping techno”.

Nato a Palermo nel 1989, a vent’anni Pedone si trasferisce a Milano per studiare audio engineering al SAE. Gli esordi discografici sono datati 2010: gli EP Noise Collector e Paranoid, pubblicati dall’argentina MindTrip Music di Pfirter, sono giĂ  promettenti produzioni techno, con angolature dark ancora da affilare. Nel 2011 si stabilisce a Berlino, dove si aggrega ai napoletani Ascion e D.Carbone per gestire l’etichetta Repitch Recordings. Pensata per “attraversare i canoni dettati dal dancefloor: dalla raw techno all’industrial e alla deep”, la label ospita principalmente (ma non solo: nel selezionato catalogo si trovano nomi come Sleeparchive, Mike Parker e AnD) lavori dei tre responsabili: a firma Shapednoise vede la luce dal 2011 al 2013 una serie di pubblicazioni (da solo – Features Vol 2, contenente un remix di Dino Sabatini – o insieme ai due colleghi, nei Repitch 000, 000.1, 000.2 e 10inch02), segnali di progressiva quadratura di un personale cerchio industrial techno, a cui si sommano i 12” Dark Odissey (2011, Labrynth) e System Procedure (2012, per la label meteora italo-berlinese Key Records Vinyl di Freddy K, ovvero Viruz!), e il potente remix di The Uncertain per Developer (2012, Semantica).

Nel 2013 per Shapednoise si allargano gli orizzonti, allontanandosi dalla cassa in quattro e lavorando più apertamente su territori noise. E’ l’anno del debutto sulla lunga distanza, ospitato dalla Hospital Productions di Dominick “Prurient/Vatican Shadow” Fernow: The Day Of Revenge, denso e distorto viaggio nella sperimentazione rumorista, viene pubblicato su cassetta (in edizione limitata a 100 copie) e in digitale a marzo, praticamente in contemporanea con l’album Violetshaped, frutto dell’omonima collaborazione tra Shapednoise e Violet Poison (ovvero Francesco “Obtane” Baudazzi, altro producer italiano di stanza a Berlino), dall’estetica ispirata ai film horror italiani degli anni ’70 e ’80. Il duo era già dal 2012 impegnato nella gestione condivisa dell’etichetta Violet Poison (personal label clear-vinyl-only di Baudazzi), per la quale avevano pubblicato il 12” The Great Mother Down The Stairs. Tra gli artisti chiamati a remixare tracce da Violetshaped troviamo Vatican Shadow, Kangding Ray, Grischa Lichtenberger, ma anche nomi storici come Keith Fullerton Whitman e Justin Broadrick. Sempre nel 2013 a firma Shapednoise esce per Opal Tapes il mini-album Until Humans Wake Us, che conferma l’approccio violentemente fisico ma mai slegato dalla storia. Il Secret Thirteen Mix realizzato in quel periodo dimostra platealmente il retroterra culturale e le passioni di Pedone, citando le sperimentazioni colte di Varèse, Parmegiani, Salvatore Sciarrino e Maurizio Bianchi, l’industrial eighties dei Coil, e il rumorismo giapponese di Merzbow e K.K. Null.

Il 2014 di Shapednoise si apre con un remix per Lucy (Catch Twenty Two, da Churches Schools And Guns) e si chiude con il il 12” pubblicato sotto l’egida di Russian Torrent Versions (ghost-parent label della L.I.E.S.): ottima sintesi dell’approccio “speaker ripping” del palermitano-berlinese. Nel frattempo Pedone diventa responsabile della Cosmo Rhythmatic, sub-label creata con l’obiettivo di presentare “la parte più astratta, noisy e organica” della Repitch: la prima release, l’EP Centaure, è firmata dal francese Franck Vigroux, e contiene un remix dello stesso Shapednoise. Le due successive pubblicazioni, nel 2015, sono il 12” Apophis, firmato da Shapednoise insieme al veterano Stuart Argabright aka Black Noise, e l’album Peau Froide, Léger Soleil di Vainio & Vigroux. Ma è nel biennio 2018-2019 che le cose, ampliandosi notevolmente, si fanno interessanti: per la label escono i lavori di King Midas Sound di Kevin Martin e Roger Robinson (Solitude) e Tunes of Negation, progetto di Shackleton che vede all’attivo i percussionisti Takumi Motokawa e Raphael Meinhart (mallet) ma anche Heather Leigh (Reach The Endless Sea).

Conseguenza dello show proposto nel gennaio 2015 al festival CTM di Berlino, dove Shapednoise si è esibito insieme ai “grimer esquimesi” Logos e Mumdance, il 13 novembre 2015 esce per The Death Of Rave l’EP1, firmato dal trio con il nome The Sprawl: un obliquo progetto collaborativo ispirato alle atmosfere cyberpunk di William Gibson. Ulteriore testimonianza dell’ampiezza di vedute di Pedone è il progetto jungle proposto in collaborazione con Miles Whittaker dei Demdike Stare e denominato Boccone Duro, presentato in première nell’ottobre 2015 a Roma.

Ed è con alcune di queste fascinazioni ancora in testa che, alla fine del 2015, esce Different Selves, l’album firmato Shapednoise pubblicato da Type Recordings. A spiccare subito, è la presenza di Justin K. Broadrick, ex Napalm Death, co-fondatore del duo inustrial techno Godflesh, e parte del progetto isoliazionista Techno Animal (sucessivamente Zonal) con Kevin Martin. Inevitabilmente è alla forbice di riferimenti che fanno capo alla carriera del musicista britannico che potremmo intendere l’“amplificazione, non una decostruzione, della club music” di cui parla la press a proposito delle nuove composizioni. E del resto qui, e piĂą propriamente, viene sviluppato un approccio tanto fisico quanto di testa, in cui il rumore, scolpito come concepito, tra scultura sonora e sound design, acquista davvero una forma compiuta. Non tragga in inganno l’incipit d’atmosfera di Enlightenment, il momento meno noise del lavoro: le bordate sottoterra a cura di Broadrick non fanno peraltro presagire niente di buono. E infatti ecco che arrivano le granate spacca-casse di Intruder e viene giĂą tutto, con la terra che trema a 72 bpm (aspettiamo il primo temerario DJ che, accoppiandola ad un tool di cassa in quattro a velocitĂ  doppia, tramuterĂ  la traccia in arma di distruzione di dancefloor). Il marziale treno merci di Dream within a Dream trasporta decenni di storia industriale nella direttrice UK-Germania, tra Zoviet France e Cranioclast; la risacca metallica di Well-Being mastica e sputa Coil e dubstep. Il lato B è, se possibile, ancora piĂą intransigente: What is it Like? sperimenta con accecanti flash ritmici tra Esplendor Geometrico e Merzbow; Heart-Energy-Shape distorce e maciulla residui d’n’b, rendendoli irriconoscibili. Con The Man from Another Place e Escalation il lavoro sulla spazializzazione del suono è accerchiante e persuasivo.

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