Recensioni

7.1

Nei cinquanta minuti di musica che compongono questo nuovo disco targato Soulwax c’è un brano con un titolo che potrebbe addirittura sembrare rivelatorio, The Singer Has Become A Deejay, senza nemmeno una parola e shakerato di tribalismi techno. Il solo titolo potrebbe essere la summa della parabola dei fratelli Stephen e David Dewaele, almeno fin qua: una band indie-rock anni fine anni Novanta che ha sempre flirtato con il dancefloor, al punto da diventare più famosa per i propri djset. Ed è un paradosso sul quale i due hanno saputo abilmente surfare per arrivare dove volevano, e oggi i vari moniker con i quali si presentano (da 2manydjs a Flying Dawaele Brothers) sono più questioni di sfumature che di sostanza. Lo ha dimostrato il ritorno dello scorso anno, quando Stephen e David si sono immaginati una quindicina di identità diverse per Belgica OST continuando a rimanere credibili e, anzi, sfornando uno dei migliori lavori della carriera.

From Deewee è un’altra storia ancora. Ispirati dal loro stesso Transient Program For Drums and Machinery tour, in cui i brani che sono qui contenuti erano eseguiti live, i fratelli Dewaele hanno deciso di organizzare un’unica take per il 7 di febbraio scorso, in cui registrare tutto in presa diretta, come una performance senza mediazione da restituire all’ascoltatore. I due, sostenuti da un band piuttosto corposa (Stefaan Van Leuven, Iggor Cavalera, Victoria Smith, Blake Davies e Laima Leyton), hanno messo mano a una strumentazione che solo a leggerla fa diventare più colti: Staccato drumkits, un Meazzi Wooding drumkit, un set di Rototoms, vari bassi Hofner, un Macbeth M5n, un Oberheim Two-Voice Pro, una copia di un Two Thousand Six Hundred costruito da The Human Comparator, un Oberheim OB-Mx, un EMS Synthi AKS, un Arp Odyssey, un clone di un TB-303, un Mellotron M4000D, un Sequential Prophet 6, un Waldorf Streichfett, vari effetti e pedali per chitarra, diversi Roland e decine di altre amenità tecnologiche.

Il risultato di tutto questo manipolare nel loro studio personale (il Deewee del titolo) è un flusso di coscienza dance, electro, indie, pop che sa tenere insieme Arcade Fire e Daft Punk (Here Come The Men In Suites), kraut e robot music (per esempio Conditions Of A Shared Beliefs), eighties (Is It Always Binary), i Queen di Another One Bites The Dust (Do You Want To Get Into Trouble?), synth-pop pronto per il dancefloor (My Tired Eyes). Non ci sono pause, in questo personale Ulysses (l’album viene distribuito in una unica traccia che contiene il continuous mixing), e sebbene sul piano puramente compositivo i due abbiano prodotto di meglio (anche recentemente), tanto di cappello per il coraggio e la continua voglia di rinnovarsi.

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