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6.5

Dato alle stampe il 21 aprile 2015 per Carpark, Foil Deer è il secondo lavoro in studio per gli Speedy Ortiz, successore di quel piccolo gioiello che era Major Arcana, debut album della band statunitense.

Come per il precedente lavoro, il riferimento più immediato è la scena indipendente americana a cavallo tra gli anni ’80 e i ’90 – Pavement e Sonic Youth su tutti – anche se tra gli arpeggi dissonanti di ordinanza sembra farsi strada fin dai primi ascolti un’anima più marcatamente (power) pop, condita qua e là da qualche inserto di tastiera e da timidi tentativi di uscire dal solco dei numi tutelari di cui sopra (la beckiana Puffer, collocabile a metà strada tra una M.I.A. psichedelica e la Björk di Declare Independence).

L’impressione è quella di trovarsi davanti ad un lavoro che nonostante un’indubbia attitudine e qualche episodio ben riuscito (Swell Content, il singolo-anthem Rising The Skate) non riesce a superare il precedente lavoro, fresco e a tratti sorprendente, lasciando gli Speedy Ortiz al loro stratus di piccolo oggetto di culto per i soli devoti del genere.

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