• ott
    14
    2014

Album

ATO

Add to Flipboard Magazine.

I canadesi arrivano con No One Is Lost al settimo album, un traguardo di tutto rispetto. Passato il periodo d’oro (il brillante pop orchestrale di Set Yourself On Fire, 2004, e In Our Bedroom After The War, 2007), gli ultimi due dischi – The Five Ghosts, 2010, e The North, 2012 – li avevano visti sottotono, abbastanza appannati in intensità e qualità.

L’indie synth-pop di Amy Millan e Torquil Campbell (che si alternano alla voce) è per fortuna in ripresa: l’ottimo opener From The Night, primo singolo, ce li restituisce in gran forma, in pieno dance club Ottanta. Il fatto di aver registrato il disco sopra un nightclub di Montreal ne ha indubbiamente influenzato il mood. Non mancano la giusta tensione emotiva e i pezzi azzeccati, in bilico tra dance e pop, sonwriting retrò e malinconie assortite, crescendo e chorus assassini, tutti elementi che ne hanno fatto la fortuna soprattutto negli anni passati.

No One Is Lost ha spunti new wave (This Is The Last Time, Are You OK?), ballad (Look Away, Turn It Up, What Is To Be Done?), ma soprattutto tanto ritmo, che arriva nella finale title track a riprendere i battiti di From The Night e a chiudere il cerchio, in un crescendo synth pop. Un inno a “speranza, paura, gioia, tristezza, sesso, amore, morte”: “put your hands up because everybody dies / put your hands up if you know you’re going to lose”. Con la notte che esorcizza paure e fantasmi. Bentornati.

22 Ottobre 2014
Leggi tutto
Precedente
Cristina Donà @ SMAV 2014, live report
Successivo
Paolo Benvegnù – Earth Hotel Paolo Benvegnù – Earth Hotel

album

recensione

recensione

recensione

artista

Altre notizie suggerite