• Mag
    18
    2018

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Domino

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Dopo sette album sotto la sigla The Jicks e cinque sotto quella “pesante” dei Pavement, Stephen Malkmus sembra proprio non aver nessuna voglia di fermarsi e di mettersi da parte. Parola d’ordine, ripetuta e rimbalzata in tutti i press-kit che hanno accompagnato Sparkle Hard, è “leggerezza”, e ci sta alla grande, anche perché quello che emerge sin dalle primissime battute è che il Nostro si sia divertito parecchio questa volta.

Squadra che vince non si cambia, quindi dentro Mike Clark, Joanna Bolme e Jake Morris e nella stanza dei bottoni il sempreverde olandese volante Remko Schouten, già al lavoro sul precedente (e buono) Wig Out At Jagbags e tecnico del suono di fiducia dei Pavement. Tocca al piano di Cast Off dare il via ai quaranta minuti scarsi di Sparkle Hard, piano che poi deflagra in un’esplosione di arrangiamenti seventies in scia ai Wings di McCartney; ci si sposta poi alle sghembe chitarre sul filo della scordatura e al cantante ipnotico di Future Suite, per poi passare in una rapida virata di camera, al folk-soul colorato di Rhodes di Solid Silk, una delle tracce più belle del lotto. Al kraut di Bike Lane è affidato, invece, il personalissimo tributo di Malkmus a Freddie Gray e alla sua brutale uccisione a Baltimora nel 2015.

Tra tutti i posti in cui mai avremmo pensato di trovare l’autotune, un disco di Malkmus avrebbe sicuramente occupato le prime posizioni dei nostri pensieri, e invece cosa fa capolino in Rattler? Proprio lui, l’autotune. Non un uso pesante, ovviamente, ma quel tanto per strapparti un sorriso e che va a sottolineare che la spensieratezza è il vero e proprio leitmotiv di tutto il lavoro; impressione rafforzata ulteriormente dalla sbarazzina Kite (altro kraut in odor di Can, già tributati da Malkmus nel 2013 con un live in cui suonava per intero Ege Bamyasi) e dal country di Refute, che vede la partecipazione di Kim Gordon alla voce. Chiude la partita la mccartneyiana (soprattutto nella prima parte) Difficulties / Let Them Eat Vowels, conclusione azzeccata di un disco ispirato e, per certi versi, sorprendente. Sparkle Hard è uno dei dischi meglio riusciti del recente passato di Malkmus e si colloca tra i più ispirati della sua intera carriera.

18 Maggio 2018
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