Recensioni

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La PAN di Bill Kouligas continua a stupirci con uscite che oramai abbracciano un ampio raggio della sperimentazione elettronica, declinata in diverse chiavi. Quella che ci propone Simone “Dracula Lewis” Trabucchi, con il nuovo alias Still è un’anomala declinazione world sull’asse Vernasca – Addis Abeba – Kingston, in continuità con il progetto “Negus” firmato nel 2016 da Invernomuto (il duo artistico che lo vede collaborare con Simone Bertuzzi) e presentato lo scorso anno all’Unsound di Cracovia. Le nove tracce che compongono I sembrano suggerire un’interpretazione non convenzionale della dancehall, nella quale i registri adottati nella reinterpretazione dei riferimenti dichiarati paiono antropologici e sociologici prima ancora che musicali, anche in virtù della collaborazione di sei MC italo-africani di base a Milano. Come in Haile Selassie Is The Micro-Chip, nella quale un canto circolare che rimanda alla tradizione Nyabinghi va a sposare una texture di organo che richiama molta musica sacra europea, con un crescendo corale, a tratti gospel, intrecciato a suoni 8bit.

Decisamente più ritmati e ruvidi i riddim successivi, che in Bubbling Ambessa e Nazenèt richiamano l’uso pionieristico delle batterie elettroniche e delle tastiere dei produttori giamaicani come Steely & Clevie, all’inizio degli anni ’80. Un intreccio sapiente di metriche grime e dancehall caratterizzano brani come Don’t Stop e Mangrovia, condite da ritmi scarni, sirene e laser che ci fanno venire in mente un certo afrofuturismo manierista ma anche alcune storie serie di album firmate da Scientist con un tipico immaginario sci-fi. Rough Rider e Still Sound Boy Test sono i capitoli più bass del disco, caratterizzati da una volontà esplorativa che ricerca caratteri evocativi nella tessitura di basslines rotonde e timbri alti perfetti da essere ascoltati su un sound system, mentre Banzina e Gozpaal fondono oscuri rigurgiti bassosi con melodie vocali e frammenti.

Il terreno tra questa uscita e l’elettronica lo-fi prodotta nelle precedenti uscite di Trabucchi su Fun Productions e Souterrain Transmissions sembra essere una interpretazione molto personale del concetto di folk music, aggiornata al presente. La sua etichetta personale, la Hundebiss Records, d’altra parte, ha costruito il proprio catalogo attorno a cardini estetici come le ritmiche caraibiche, un’estetica minimale applicata al mondo bass e il riflusso punk post-internet. Sarà interessante capire come Still porterà in tour i suoni di questo lavoro. Una prima occasione di verifica sarà l’anteprima fiorentina del Club To Club, a Palazzo Strozzi, venerdì 22 settembre, in collaborazione con Disco_nnect.

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