Recensioni

Te/DIS ovvero “Tempted Dissident” è la nuova scoperta della label tedesca Galakthorrö, etichetta dedita a sonorità industrial / “angstpop”. Il progetto solista del musicista tedesco, la cui reale identità non è dato conoscere, è intriso di un oscuro nichilismo “oltranzista”. Te/DIS sembra evocare il fantasma di Ian Curtis sotto psicofarmaci mentre recita su un tappetto di frequenze pulsanti alla Pan Sonic e ritmiche industriali degne dei primi Cabaret Voltaire.
Dopo l’EP del 2013 Black Swan, capace di fondere cold wave e sonorità elettroniche industriali, Tempted Dissident esordisce quest’anno con l’altrettanto ottimo LP Comatic Drift, sempre per Galakthorrö, la leggendaria label tedesca di Mrs. e Mr. Arafna. Per chi non la conoscesse, la coppia di musicisti è responsabile di due progetti di culto della musica industriale: Haus Arafna e November Növelet, entrambi dediti ad un perverso “minimalist power electronics/industrial” che loro stessi hanno definito “angstpop”, per distingue il loro particolare approccio alla musica elettronica d’ispirazione post-industriale.
Te/DIS espande le sonorità abitualmente proposte dalla label tedesca: non mostra elementi harsh noise e power electronics, come il compagno di etichetta Subliminal, ma conserva le soffocanti e morbose sfumature melodiche dei November Növelet e degli ultimi Haus Arafna, aprendo anche a sonorità dark e cold-wave. Il lavoro del musicista tedesco sulle frequenze, ha del maniacale, come ci aveva già abituato il suo collega Maska Genetik, prematuramente ritiratosi dalle scene, sembra per un crollo nervoso.
Tra i brani più rilevanti di Comatic Drift ci sono sicuramente Reject e Fixer, che ricordano i momenti migliori della collaborazione tra Alan Vega e i Pan Sonic. Smother the Pain rappresenta uno dei punti più alti del disco, con il suo riuscito contrasto tra oscure melodie dark-wave ed un ossessivo trapano industriale, memore dei Throbbing Gristle, che non sembra dare tregua all’ascoltatore. La traccia Groundfog ci mostra un battito cardiaco solitario disperso nelle nebbie, sul filo sottile di un evocativo synth, sfacciatamente cold wave. Set Minds on Fire apre il lato B del disco ed è il lento e pesante incedere marziale di un Golem di metallo che, a tratti, sembra liquefarsi. Il finale con la doppietta If I Die e Optimism Bias, rappresenta il vertice dell’opera mostrando anche la faccia più melodica e dark/new wave del progetto, in cui compaiono spettri emozionali di paesaggi desolati (e desolanti) memori degli ultimi Joy Division. Optimism Bias si conclude degnamente con la frase “Burning sun arises crushes a million lifes”, la quale non lascia speranze di sorta: in pratica, è la severa lezione dei Suicide trasposta nel 2014 in chiave “angstpop” industrial.
Comatic Drift, trasporta l’ascoltatore in una spirale nera di disperato isolazionismo mentale avvolto su se stesso. Un lavoro affascinante e coinvolgente, nel suo essere oltre qualsiasi forma di compassione umana o possibile redenzione. L’unico difetto del disco è una certa monoliticità di fondo che si stempera però nella seconda parte, aprendosi di più alla forma canzone e mostrando appieno la capacità dell’artista tedesco di creare convincenti atmosfere evocative ed oscure come la morte.
Come ogni album Galakthorrö, Comatic Drift, è stato rilasciato sia come LP a tiratura limitata, in questo caso a 460 copie tutte numerate a mano, sia come CD, anch’esso a tiratura limitata. Ovviamente, entrambi i formati sono andati subito sold out come tutte le uscite della cult-label tedesca.
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