• Mar
    27
    2020

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Akuphone

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I Dwarfs Of East Agouza sono tra quelle formazioni che hanno portato alla ribalta la nuova scena mediorientale, e oltretutto i tre musicisti sono coinvolti in altri progetti altrettanto interessanti e apprezzati. Così, Alan Bishop (basso acustico e sax alto) degli storici Sun City Girls, conosciuto anche come Alvarius B e leader degli Invisible Hands, Sam Shalabi (chitarra) dei Land of Kush, Karkhana e Shalabi Effect, e il compositore sperimentale Maurice Louca (organo, sintetizzatori e beats), anche lui nei Karkhana, confezionano un eccellente lavoro che stavolta sposta il baricentro verso declinazioni più occidentali rispetto al passato.

Se l’ottimo esordio con Bes mescolava musicalità mediorientali, improvvisazione e derive krautrock, e il successivo Rats Don’t Eat Synthesizers esasperava flussi à la Faust pur sempre con una forte componente etnica, The Green Dogs of Dahshur persegue invece teorie squisitamente colemaniane con l’aggiunta di un tocco no-wave destabilizzante che rende il tutto maggiormente creativo: la componente etnica passa in secondo piano e l’asse portante del groove ripiega in favore di partiture più astratte e di un suono più radicale e asciutto.

Un lavoro che estremizza le dinamiche di brani come Museum Of Stranglers del primo album, mettendo in mostra un trio in stato di grazia, capace di giocare le proprie carte in modo splendidamente efficace, a cominciare dalle intense partiture free disegnate dalle esaltanti linee di sax di Bishop, con Shalabi a fare da disturbatore come un Arto Lindsay del periodo Lounge Lizard (Black Sun of Intent). I ritmi nordafricani compaiono per tratteggiare passaggi scarnificati e tenebrosi che degradano in ambient desertica e notturna, cibandosi di post rock deframmentato à la Gastr Del Sol (Organism 46-B) o graffiando con spigolose intrusioni no-wave (Bent, Black, and Red). Mentre la chiusura è lasciata alla nervosa ipnosi di The Green Dogs of Dahshur, una jam free-psichedelica imbastita sulle irrequiete partiture elettroniche di Louca.

Più astratto e cerebrale dei suoi predecessori eppure concretissimo nei risultati, The Green Dogs of Dahshur si rivela un disco entusiasmante che si smarca da qualsiasi facile previsione, aggiungendo un prezioso tassello nella produzione dei Dwarfs Of East Agouza.

27 Marzo 2020
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