Recensioni
A neanche due anni da Wincing The Night Away, James Mercer aveva rivoluzionato la propria vita. Era diventato padre e aveva debuttato con una line up completamente rinnovata comprendente membri dei Modest Mouse e Fruit Bats. Inoltre aveva scelto di abbandonare la Sub Pop per mettersi in proprio con un’etichetta personale, la Aural Apothecary, con la quale pubblicare, grazie all’aiuto di un manager e la distribuzione della Columbia, ogni futuro lavoro a nome The Shins.
Molti dei brani del nuovo Port Of Morrow sono stati a lungo testati dal vivo, mentre il songrwriter e cantante si godeva alcune partecipazioni da pop star conquistate negli anni. Lo avvistiamo ai Grammy intervistato da Kermit dei Muppet e al funerale di Heat Ledger mentre canta una cover di Neil Young, lo ascoltiamo nei discreti ma non imprescindibili Broken Bells con Danger Mouse e infine lo valutiamo su disco nella prova più pop della sua carriera, il disco perfetto che Wincing era stato solo nelle intenzioni. Proprio nella consapovolezza degli errori del recente passato – eccessiva varietà di formati, influenze e arrangiamenti – Mercer fila dritto potando ogni influenza “alternative” (nell’accezione dei Grammy Awards) nella propria musica, a partire dall’amore per il pop britannico. Alla stregua di ciò che abbiamo ascoltato in ex indie act a stellestrisce come Death Cab For Cutie o The Decemberists, lo ritroviamo a trafficare con una musica normalizzata, forse eccessivamente rotonda ma con dalla propria parte una più che solida scrittura e cura per il dettaglio. Arrangiamenti pop-rock come country pop, brio, tante ballate dolciastre (September) magari con tocchi soul e orchestralità 70s (40 Mark Strasse, Port Of Morrow), formano un disegno funzionale di una (one man) band che al netto del proprio passato, cammina elegantemente nel mainstream.
La zampata Mercer non manca (It’s Only Life), i riferimenti ai Crowded House e la batteria dancey primi Novanta esaltano il pop coloratissimo di No Way Down, il tocco jingle jangle è ripreso nella solare Bait And Switch, la trovata mortuaria del videoclip del singolo Simple Song accompagna un complesso intreccio sonico con citazioni di The Who, Supertramp e Abba. Gli Shins sono morti. Viva gli Shins.
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