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    22
    2016

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City Slang

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The Waiting Room esprime al massimo la passione del leader dei Tindersticks, Stuart Staples, per le arti visive e il cinema. In collaborazione con Clermont-Ferrand International Short Film Festival e la Blogotheque, l’album vede infatti la realizzazione, per ogni brano, di un cortometraggio, affidato a un regista diverso (Cristoph Girardet, Pierre Vinour, Rosie Pedlow e Joe King, Gregorio Graziosi, Richard Dumas, Gabriel Sanna e soprattutto Claire Denis – che firma Help Yourself -, con cui Staples aveva già collaborato per numerose colonne sonore, si veda l’album-raccolta del gruppo, Claire Denis Film Scores 1996- 2009; lo stesso Staples, con la collaborazione di Suzanne Osborne, firma la regia di Follow Me, Like Only Lovers Can e da solo This Fear Of Emptiness).

Il risultato è The Waiting Room Film Project, un esperimento affascinante che nella sua resa elegante e fluida ben accompagna la musica del disco: chamber pop sempre più raffinato ed etereo, con alcuni strumentali, ballad minimali (Second Chance Man) e romantiche (We Were Once Lovers, Hey Lucinda con alla voce la amica scomparsa di cancro nel 2010, Lhasa De Sela, duetto registrato un anno prima e mai apparso finora), brani sospesi (come la title track) e qualche variazione sul tema, come una We Are Dreamers in un duetto con Jehnny Beth delle Savages. In chiusura, Like Only Lovers Can, quintessenza dello stile ballad confidenziale della band.

L’album è da vedere-ascoltare in un tutt’uno con la sua parte visuale, affascinante documento che ha alla base il movimento e nella sua eterogeneità trova il punto di contatto nelle suggestioni al rallenty, evanescenti e colorate dei corti realizzati dallo stesso Staples.

22 gennaio 2016
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