• mag
    05
    2014

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4AD

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Grazie per la pazienza che avete dimostrato durante la cottura di questo pollo!”, dice tUnE-yArDs a pochissimo dall’uscita di nikki nack, il terzo album, in arrivo tre anni dopo w h o k i l l. Non poteva più contenersi, e si è lasciata scappare un “Megamix” pubblicato il giorno del suo compleanno. Dopo un anno e mezzo di tour per w h o k i l l e la fase di scrittura e produzione, il suo immaginario è sempre più colorato, perde forse di purezza (siamo distanti dall’abbagliante talento senza mezzi di BiRd-BrAiNs) ma guadagna in seduzione.

In realtà questa nuova tendenza ammaliatrice non è lontana dalla black-music mainstream (Real Thing), a cui di certo è stata avvicinata anche dalla collaborazione con produttori come Malay e John Hill (i due, singolarmente, hanno lavorato con Alicia Keys – il primo – e, non a caso, Rihanna e M.I.A.). Il che vuol dire sapere come dosare le provocazioni e soprattutto l’autenticità. Dimentichiamoci l’ukulele e l’apparecchiatura casalinga, ma anche l’approccio della novizia allo studio che comunica l’entusiasmo della scoperta. Accettiamo, anzi, i campioni “rubati” alla M.I.A. (Left Behind).

Per fortuna, la differenza sta sempre nella Nostra: Merrill Garbus può fare quello che vuole, con la voce, con la fantasia, con le melodie (con una bellissima, imprendibile delicatezza e astrazione in Look Around, che sembra uscita in alcuni passaggi dalla penna di Robert Wyatt): ogni arrangiamento è un’avventura etno-funk (tranne caricature come Stop That Man), così come succedeva ai Talking Heads, che poi – attenzione – si sono ritrovati mangiati dalla loro stessa superficie (produttiva).

L’energia e la vitalità che permette al crescendo di Water Fountain di essere credibile è la stessa che poi fa chiudere la canzone come era iniziata. Non ci sono climax nella musica di  tUnE-yArDs, non ci sono direzioni uniche e passaggi di stato, sta tutto dentro le bolle dell’effervescenza di Merrill, l’eterna mamma-bambina. Episodi come Time of Dark – e il basso dub che cosparge di Giamaica londinese tutto nikki nack – ci ricordano le Slits di Cut, con un sospetto, ossia che ciò che allora era approssimazione per manifesta giovinezza (e retorica punk), qui è calcolo di complessità. Una versione evolutissima e etno-esplosiva della messthetics che tra Settanta e Ottanta sconvolse le chart non mainstream inglesi.

Garbus conosce il segreto del filo del rasoio, che separa – e taglia quando si preme – l’equilibrio dall’esagerazione. Nel complesso, sa ancora evitare di farsi del male. E sa farci venire la pelle d’oca – come in un canto femminile delle Isole Salomone – quando la voce riprende il sopravvento in Rocking Chair.

3 Maggio 2014
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DIY, talento, layering. Parole chiave per approfondire e intervistare Merrill Garbus, aka Tune-Yards, personaggio chiave post-00.

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