• Mar
    16
    2018

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Bad Vibes Forever

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Dopo Look at Me!, l’effetto sorpresa di 17 aveva spiazzato un po’ tutti, presentando un XXXTENTACION in un’insospettabile (e imprevedibilmente efficace) veste acustica da bedroom-emo rap: chitarra in mano sul tappeto della sua cameretta, melodie super e testi catarticamente adolescenziali, il disco aveva fatto ricredere tanti di quelli che l’avevano preso inizialmente per uno dei tanti Lil Pump che ultimamente sovraffollano il giro soundcloud rap. Era chiaro che questo nuovo ? dovesse inventarsi qualcosa di nuovo per mantenere il nome caldo quanto era riuscito a fare il predecessore: ecco allora che il discutibile personaggio gioca di prepotenza la carta della versatilità, licenziando un disco da 20 tracce in cui butta letteralmente TUTTO quello che gli passa per la testa (a quanto pare, sovraffollata – in ogni senso – anche lei).

Skippata l’immancabile Intro parlata in cui si suggerisce di essere molto open minded e si presenta l’album come un nuovo tour nell’anima del tormentato ragazzo, comincia un imprevedibile ottovolante di frammenti eterogenei come non mai in cui ad ogni svolta non sai mai cosa aspettarti. L’uno-due iniziale è da subito indicativo, con la contrapposizione tra l’acustica e dolorosa ALONE, PART 3 e la successiva Moonlight, un impastato mugugno mumble su un beat cloud. E se SAD! è semplicemente il singolo perfetto, in the remedy for a broken heart (why am I so in love) si prende anche un attimo per rappare sul serio. Più si procede nella tracklist più il filo conduttore diventa l’eclettico esercizio di stile, declinando una poliedricità sicuramente un po’ artefatta ma indubbiamente efficace: Floor 555 sembra un pezzo dei Dalek, con cascate di droni minacciosi, beat grezzissimo e urla disumane ad accompagnare; arrivano poi patine più old school e sfoglie jazz (Infinity con Joey Bada$$) e ovviamente anche tanta trap, prima in contagiose declinazioni da banger (going down!), poi in pasta più smooth ($$$) e in ballads (tra)sfigurate con l’autotune (SMASH!).

Un ponte non così estemporaneo tra i Soundcloud rappers e l’emo di inizio 2000 è poi sempre stato evidente: qui XXX esplicita la cosa con maldestre riesumazioni pop-punk/screamo in ritardo di almeno tre lustri (Pain = BESTFRIEND con Travis Barker dei Blink 182) o improvvise esplosioni che vorrebbero restituire il suo disordine mentale (schizophrenia). Sono episodi abbastanza stucchevoli e che lasciano ben poco. In fin dei conti, per tutto il disco principalmente XXX si lagna: del male di vivere, della tipa che gli ha incasinato la vita, delle voci nella testa, del cane che gli caga in salotto, di qualsiasi cosa. Non gliene va bene una, e gli unici spiragli di speranza arrivano quando si prende vagamente bene per una nuova pussy o quando si ripromette di diventare una persona migliore. Un po’ pochino insomma, ma non si deve dimenticare che questo resta il disco di un ragazzino di appena vent’anni, passati per giunta non troppo serenamente. È chiaro che il personaggio da maudit teen è perfetto e tanto ben declinato quanto incapace di coinvolgere appieno un ascoltatore che abbia passato senza troppi scompensi i 25 anni. Ma il talento melodico del ragazzo resta ben palpabile anche al di là delle pose e delle lacrime tatuate.

Frangia sull’occhio e polsino borchiato a parte, paradossalmente XXX convince ancora di più quanto dà sfogo alla sua vena più cazzona, come in I don’t even speak spanish lol, un divertissement che praticamente è la sua hit latineggiante dove The Weeknd incontra Gustavo Lima; detta così, il risultato sembra un po’ un aborto mancato, ma nella sua innocua e patinata sgangheratezza il pezzo un sorriso lo strappa. Fa un po’ strano che la traccia immediatamente successiva sia changes, una lancinante e minimale ballata piano/voce/archi che insieme a NUMB è forse l’episodio più emozionale ed emozionante del disco.

In conclusione resta valido quanto già detto in occasione di 17: aspettiamo che questo scoppiato diventi finalmente grande, sperando che nel frattempo non faccia girare le palle a troppa gente; perché anche se per freddarlo c’è già una fila chilometrica, e basta guardarlo in faccia perché ti prudano le mani, il ragazzo ha talento. Se non si fa ammazzare, potrebbe regalare ancora tante soddisfazioni.

16 Marzo 2018
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