• Mag
    13
    2016

Album
Yak

Octopus, Kobalt Label Services

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Già in circolo nel Regno Unito da almeno un annetto a questa parte, il trio londinese Yak, capitanato dal carismatico ed esuberante frontman Oliver Burslem, sforna nella primavera del 2016 il suo album d’esordio Alas Salvation, successore dell’EP No – uscito per l’etichetta Third Man Records di Jack White – con il quale condivide il prolifico produttore Steve Mackey, noto specialmente per essere stato fino a inizi anni Duemila il bassista dei Pulp.

Se dal rock si è spesso attinto con il risultato di gruppi fotocopie del passato travestiti da novità, in questo caso qualcuno (giovane e praticamente alle prime armi) è stato in grado di mettere in piedi un vero e proprio tributo sincero agli esponenti degli anni Sessanta e Settanta del garage e del proto-punk, ma con una ventata di freschezza e personalità non trascurabile. La carica al tritolo mostrata dagli Yak sui palchi (apprezzata anche dai Last Shadow Puppets che non a caso li avevano scelti recentemente come loro band di apertura) si è riversata e fissata con efficacia sul supporto del disco, dando vita a tredici brani sul filo del rasoio dove il basso aggressivo e la chitarra ansiogena rispecchiano appieno il senso di precarietà impersonato a sua volta a testa alta da Burlsem. Victorious (National Anthem) dà solo un assaggio delle capacità del trio anglosassone, una martellata noise che prelude ad altri dodici pezzi sostenuti – benché qualcuno volutamente più placido per dare un minimo di tregua – nati da influenze e rielaborazioni originali: il singolo Hungry Heart si dà alla psichedelia, Use Somebody porta l’impronta di Iggy Pop, Roll Another e il suo cantato lasco fanno intravedere la figura di Julian Casablancas, Harbour The Feeling dà adito a paragoni (non solo anatomici) tra Oliver Burslem e un ventenne Mick Jagger. I tratti maggiormente bizzarri dei tre scapestrati londinesi si esprimono in tutta libertà nella rapida title-track, in cui il frontman sbotta con un “I’ve come to save your bacon” quasi senza giustificazioni.

Alas Salvation è il debutto di una band che sa fare il proprio mestiere bene, senza briglie o forzature, sia in studio che sul palcoscenico, nonostante l’ancora breve esperienza. Da non perdere per motivo alcuno.

17 Maggio 2016
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Alas Salvation

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