Recensioni

7.5

La storia recente degli Zu è tutta un rincorrersi, lasciarsi, riprendersi, deviare, sovrapporre percorsi, alternare visioni e quant’altro. L’ingresso in formazione di Stefano Pilia come chitarrista mai avuto, il rientro di Jacopo Battaglia come l’unico vero cuore pulsante dell’ex trio di Ostia, la celebrazione della consacrazione targata Carboniferous, sono tutti momenti e scossoni che dicono, se ce ne fosse bisogno, di una irrequietezza di fondo che si è sempre manifestata con una ricerca indomita sul corpo (più o meno morto) del rock nella sua accezione più ampia. Non fa eccezione questo Terminalia Amazonia, secondo album per House Of Mythology, lavoro non “rock” (in senso ampio) com’è tradizione degli Zu, bensì sviluppo, evoluzione, sorta di estensione del dominio dell’indagine etno-psych affidata a Jhator (e per certi versi, più per “strutturazione” che musicalmente, anche all’album The Left Hand Path con Eugene Robinson) ma anche propaggine, volendo, dei lavori in duo Pupillo-Pilia, specie Dark Night Mother.

Quattro lunghe visioni distese in cui a farla da padrona è l’Amazzonia, ovviamente, indagata tramite l’utilizzo di strumentazione elettronica d’antan (prevalentemente synth analogici) finalizzata a creare una sorta di flusso ipnotico e onirico, ma al contempo materico e tangibile, sospeso tra presente e passato (tra presenti e passati), come se il tempo e il luogo perdessero senso e significato per farsi altro. Presenza, sicuramente; persistenza, anche. Lunghe suite che prendono a prestito i dettami kosmische e quelli kraut più etno-virati, che catapultano litanie ancestrali e field recordings catturati in situ (la zona dell’amazzonia tra Perù e Brasile, intorno al fiume Ucayali) su tappeti sonori con reminiscenze Coil, che crashano rituali della fertilità vecchi di millenni con suoni e frequenze “del primo mondo”, creando paesaggi “altri” eppure perfettamente riconoscibili.

Permeato di una “materica” spiritualità tangibile e presente ovunque («You might see it in the stars or the root of a tree. It can be the flickering fluorescent light in the corner of a room or dew settling on a leaf in the early morning hours»), Terminalia Amazonia è il suono di un tempo prima del tempo, di un luogo che pre-esiste a tutti i luoghi, perché uomo e natura non sono entità separate, per lo meno nelle tradizioni delle tribù amazzoniche e nella nuova, ennesima fase di discesa e rinascita degli Zu.

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