Flow #55 – Amore troppo amore

L’attesa per The Ooz è giunta ormai al termine e King Krule questo lo sa. Pertanto, giusto mantenere alta l’attenzione con un nuovo video in attesa della pubblicazione ufficiale prevista per il 13 ottobre, dopo i due singoli Czech One e Dum Surfer: tocca ad Half Man Half Shark traghettare, e nel clip realizzato da John Gittens, Nigel Rubinosa e Reuben Bastienne-Lewis, è ripreso Archy Marshall durante un’esibizione live, al quale vengono sovrapposti disegni e animazioni di Theo Chin, dove per ultimo compare una texture tridimensionale di uno squalo a richiamare idealmente il titolo del pezzo. Sembra essere l’unica soluzione una moka di caffè per far (re)incontrare i due giovani protagonisti di Occhiaie di Galeffi, cantautore romano che arricchisce il panorama indie accostandosi ad alcuni dei grandi nomi che lo popolano, ovvero Calcutta, Giorgio Poi e Niccolò Contessa de I Cani. E in una rincorsa per i corridoi di un hotel, tra sequenze al limite dell’onirico, la protagonista si trova in una vasca circondata da tazzine, bicchierini e macchinette, tentando di esorcizzare l’assenza della metà mancante. Riprende il tema di OcchiaieIf You Want dei Reptaliens, band indie pop di Portland formata da Bambi, Cole Browning, Julian Kowalski, Bryson Hansen e Tyler Vergian, alle prese con il debutto FM-2030 uscito il 6 ottobre via Captured Tracks. Il video di Nesto segue il concept della canzone, rappresentando una ragazza che fugge dalle facili euforie in cerca dell’amore della sua vita, ovvero la vera felicità; dopo averlo trovato, si renderà conto che di esserselo solamente sognato. Un altro punto di vista sull’amore lo portano i Twist, questa volta però dandogli una connotazione negativa, ovvero raccontando del senso di pazzia a cui conduce una relazione malata. Il gruppo fuzz rock di Toronto è capitanato da Laura Hermiston, che riassume Freak in poche battute: «la canzone parla dell’essere confusi, del non voler più essere una vittima e del riprendere il controllo della situazione». Il video, per la regia di Joel Ruscinski, «mostra i luoghi in cui la mente può andare, mostra le illusioni che la gente può creare per se stessa, trasformandola in un mondo di ossessione, manie e, in ultimo, di rammarico. A proposito della canzone, penso che questo porti all’idea di sentirsi manipolati e a capire come lasciare una situazione, riconquistando il tuo controllo». I Twist hanno fatto uscire da poco un EP intitolato Benefits, dove Freak è la traccia di chiusura.

Anche i Weezer hanno da dire la loro in tema di amore, declinandolo nella speranzosa Weekend Woman. In attesa del 27 ottobre, giorno di uscita di Pacific Daydream, Rivers Cuomo e soci diffondono il quarto singolo animato da LAPRISAMATA, dopo Feels Like Summer, Mexican Fender e Beach Boys. Con l’amore chiamato in causa solo di nome, è poi il momento dei Death of Lovers, quartetto che conta ben tre membri in comune con i più noti Nothing, dei quali è dunque tecnicamente un side project. Si tratta del cantante Dominic Palermo, del batterista Kyle Kimball e del bassista Nick Bassett, che in questa band esprimono le proprie inclinazioni verso il post-punk e la new wave degli anni ‘80. Absolute è un pezzo che sarà incluso in The Acrobat, album in uscita il 24 novembre prossimo via Dais Records. Il video diretto da Amanda Siegel è caratterizzato dalla presenza di una ragazza solitaria su una spiaggia buia, trasformata in una sorta di malinconica discoteca in technicolor. Ci si sposta poi in territori dance-pop col nuovo video di Tove Lo, cantante svedese all’anagrafe Ebba Tove Elsa Nilsson. Il clip di Disco Tits vede lei stessa protagonista insieme ad un muppet giallo: i due si trovano inizialmente nello studio di un talk show televisivo, discutendo sull’album di prossima uscita Blue Lips (di fatto prosecuzione del precedente Lady Wood), e subito dopo catapultati idealmente in un mini road movie avventuroso, tra sesso e droga. Una declinazione ben diversa di dance-pop arriva dal minimalismo di Introverted Dancefloor, pseudonimo del producer neozelandese Bevan Smith, che conta pubblicazioni anche come Signer e Aspen. Il singolo di recente uscita si intitola When I’m Lonely e segna la prima pubblicazione dopo due anni dall’album omonimo: il video che lo accompagna è stato diretto da Rowan Pierce e mostra il ballerino Kosta Bogoievski muoversi su uno sfondo piatto monocromatico, creando un quid perturbante. Lo stesso Smith commenta: «Abbiamo voluto utilizzare la danza per rappresentare una persona schiacciata dalla solitudine e sopraffatta dal peso del mondo. Volevamo che catturasse l’attenzione, ma anche che fosse minimal, voyeuristico e inquietante.»

Ci si addentra nel bosco col protagonista del video degli H.U.M., trio franco-britannico dalle diverse influenze, pronto a sperimentare fra drone, post-punk e cosmic hip hop. Il risultato è uno stato di trance come quello descritto nel video in bianco e nero di Welcome to the Sea, diretto da Federica Pacifico, in cui un moderno Adamo fugge dalla città per entrare in un contatto quasi magico con la natura. Anche Eva si unisce al banchetto mistico porgendo la mela del peccato ad Adamo, che varcherà così porte per luoghi dalla psichedelia sfrenata. Il pezzo fa parte dell’album Trinity Way, uscito nel giugno scorso per Rocket Recordings. Si torna con un balzo in Nuova Zelanda per il nuovo videoclip degli Spook the Horses, sestetto dedito al post-metal che in questa Lurch propone un post-rock attento alle atmosfere. A tratti il video riporta alla mente il capolavoro Strade Perdute (Lost Highway, 1997) di David Lynch, sia per i colori che per i movimenti lenti e inesorabili della telecamera, che scruta in una stanza dove una persona si contorce a terra. Illuminata da riflettori, essa perde la sua umanità e si distorce digitalmente, fino a scomparire. Questa nuova traccia anticipa l’uscita di People Used to Live Here, che avverrà il 10 novembre prossimo via Pelagic Records. Sono passati circa sei mesi da quando la Cult Records di Julian Casablancas ha pubblicato il ben promettente  teaser di Promiseland, progetto solista di Johann Rashid, artista eclettico di origine australiana ma residente a New York. Take Down the House è il suo primo inedito ufficiale, un brano techno industrial dove sono le urla piene di riverbero di Johann a fare da padrone. Il singolo è accompagnato da un video diretto da Ismail Shallis, un breve cortometraggio che racconta con enfasi surreale la rivalsa del protagonista – interpretato dallo stesso Johann – in cerca di libertà.

Con The Saga Continues i Wu-Tang Clan reclamano senza mezzi termini il loro territorio; posti in posizione di attacco, sferrano un duro colpo con il video di People Say, diretto da Navegante e in collaborazione con Redman, colpendo e mettendo a tacere tutti i puristi dell’hip-hop che si lamentano nella scena attuale.  La pubblicazione di The Saga Continues è prevista per il 13 ottobre, una data da segnare per i fan delle sonorità classiche degli anni ‘90. Anzi, gli amanti del genere saranno sicuramente entusiasti di This is why we ride, il nuovo clip dei Body Count, un viaggio a ritroso nella storia di Ice T che racconta la dura realtà del centro di Los Angeles durante gli anni in cui imperversavano le faide tra gang. Il brano è un estratto dal loro ultimo album Bloodlust pubblicato dalla tedesca Century Media, mentre il video è stato diretto da Treach degli storici Naughty By Nature. I Cane Hill durante il loro debutto radiofonico al One Rock Show di Dan P. Carter hanno spiegato che l’inedito Too Far Gone parla della loro breve relazione romantica con l’LSD, raccontando che il loro viaggio di andate e ritorni nel Paese delle Meraviglie ha reso più forte la band, rendendola genuina ed essenziale, ed è ciò che si evince anche dal clip diretto dai visual artist Sam Shapiro and Brendan Barone. In un video molto semplice ma efficace, realizzato con tecnica mista, vediamo la band suonare in uno studio asettico le cui immagini sono arricchite da animazioni psichedeliche. Il brano è un inedito che segue Rise, pubblicato nel 2016, e apre le porte a un nuovo disco previsto per l’anno prossimo. In chiusura di playlist, l’aggressività dei Code Orange, band di Pittsburgh e punto di riferimento nel panorama del punk hardcore moderno. Estratto dall’album Forever (qui la recensione di Tommaso Bonaiuti), pubblicato a gennaio su Roadrunner Records, The Mud è un brano energico e cadenzato, accompagnato da un video in animazione 3D, un caso abbastanza insolito per la tipologia di musica proposta, diretto da Dmitry Zakharov e dal chitarrista della band Eric “Shade” Balderose.

Leggi tutto
Precedente
Fluffy Paws. Intervista ad Atariame Atariame - Fluffy Paws. Intervista ad Atariame
Successivo
Dieci anni… senza andare fuori tempo. Intervista ai Newdress Newdress - Dieci anni… senza andare fuori tempo. Intervista ai Newdress

recensione

artista

artista

artista

artista

artista

artista

artista

Altre notizie suggerite