Django Django. Still da "Glowing in the Dark" (2020). Regia: Bráulio Amado

Django Django. La psichedelia di Bráulio Amado in “Glowing in the Dark”

Glowing in the Dark è il secondo singolo estratto dall’omonimo quarto album dei Django Django, in uscita il 12 febbraio 2021 via Because Music. Seguito di Marble Skies (2018), il disco rappresenta «un glorioso passo in avanti» per la band londinese, dice la nota stampa, «ricco di freschezza e fiducia» e che «si basa sulla tematica della fuga: dalla disperazione, dalle costrizioni, dalla vita delle piccole città e anche, nei sogni, dalla terra».

La title-track è costruita sui sample di uno degli album di spoken word di Dave Maclean, tra synth Moog e batteria in loop, ed è accompagnata da un videoclip con luci stroboscopiche creato dall’artista e illustratore emergente newyorkese Braulio Amado.

Non volevo essere letterale facendo qualcosa che fosse *fosforescente*, quindi nella mia testa il video è in qualche modo una rappresentazione astratta del titolo del brano senza essere troppo esplicito. Volevo che sembrasse organico, volevo che sembrasse allucinato, vibrante e colorato. È stato fatto durante la pandemia, con Vinny [il cantante e leader Vincent Neff, ndSA] che ha girato le scene per conto suo utilizzando uno schermo verde e l’iPhone. Volevo semplicemente tirarlo fuori da questi tempi strani che stiamo vivendo, per trasportarlo in un posto divertente e molto lontano da qui.
Braulio Amado

Mi diede qualche indicazione blanda di ciò che voleva che facessi, via email. Dopodiché io e mio cognato prendemmo un treppiede, il mio telefono e uno speaker e andammo in una zona industriale deserta dietro casa mia. Qui girammo un po’ di roba per poi mandarla a Braulio. Adoriamo il lavoro che ha fatto. L’energia e le atmosfere dei visual sono perfettamente in sincro con il brano.
Vincent Neff

Oltre alla title-track, Ad anticipare Glowing in the Dark è stato pubblicato anche il singoli Spirals, che riflette sul fatto che «i legami che abbiamo come esseri umani sono più forti delle differenze». Su SA, nella pagina dedicata, potete recuperare lo storico dei Django Django, compresa la recensione del sopracitato Marble Skies scritta da Andrea Murgia.