Julia Stone – Break

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Segnando un cambiamento radicale rispetto al folk con il fratello Angus e alle atmosfere tra Björk (o se preferite Emiliana Torrini) e Julee Cruise dei suoi lavori solisti The Memory Machine e By The Horns, l’australiana Julia Stone torna con un singolo e un nuovo progetto discografico a ben otto anni dalla sua ultima prova.

Il brano, prodotto da St. Vincent (aka Annie Clark) e Thomas Bartlett (Yoko Ono, Sufjan Stevens), con il contributo di Stella Mozgawa delle Warpaint e Bryce Dessner dei National, s’intitola Break e con i suoi synth sospesi, contrappunti di fiati danzanti e beat sincopati (che ricordano il pop di David Byrne versante africano ma anche una versione latina di Björk), vuole esprimere le emozioni dell’innamoramento, di quanto ci si possa sentire vivi grazie alla spinta di un nuovo amore. Nel clip d’accompagnamento la polistrumentista australiana, coreografata da Andrew Winghart (Billy Eilish, Solange, Lorde), danza assieme a un corpo di ballo per le vie di Città del Messico, tra insegne al neon, lampioni, luci stradali e un’abbandonata Opera House.

«Al primo ascolto Break mi ha steso – scrive Annie Clark nella nota – Il feeling, il vibe, quel misto di orecchiabilità e stranezza. È come una You Can Call Me Al [di Paul Simon] attraverso lo specchio [di Alice]».

Diretto dall’australiano, ma di base A Los Angeles, Jessie Hill (già al lavoro con i fratelli Stone, ma anche con Halsey, Broods e Jarryd James), il video è stato girato a novembre 2019. I costumi sono del designer messicano Paolo Alfaro e provengono da artigiani locali che hanno realizzato tutto a mano. L’artwork di Break, infine, è stato affidato all’artista Filip Custic, che ha voluto esplorare l’impatto delle tecnologie sulle nostre coscienze e sul nostro senso di identità, mettendo insieme arte, tecnologia e umanità. Ha concepito e creato un mondo in cui Julia è una sirena e chiama a sè il suo amante.

di Edoardo Bridda

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