Noga Erez. Still da "End of the Road" (2021). Regia: Indy Hait

Noga Erez cammina verso l’ignoto col sorriso: il videoclip di “End of the Road”

Dopo Views (feat. Reo Cragun & Ori Rousso), NO news on TV (feat. Rousso) e You So Done, End of the Road è il quarto brano estratto in anteprima da Kids, il secondo album in studio della cantautrice e produttrice israeliana Noga Erez in uscita il 26 marzo 2021 via City Slang. Il disco arriva a quattro anni dal debutto con Off the Radar e le sue tredici nuove tracce sono una reazione al mondo in cui viviamo, un mondo in cui la politica permea ogni cosa: «Il mondo è un disastro – dice la musicista nella press – Kids è politico perché oggi tutto è politica, anche decidere di non essere coinvolti. Riflette il tempo in cui è stato creato».

Il disco oscilla tra il privato e il politico, moralità e perdita, guerra e pace, insicurezza e ambizione. In particolar modo, il singolo End of the Road parla di mortalità e di quanto oggigiorno sia folle il viaggio dell’esistenza («I don’t know what really, really happens at the end of the road»).

Queste canzoni riguardano ciò che abbiamo ereditato dalle scorse generazioni. Parlano di come tramandiamo le cose e di come questo gioco evolutivo della nostra cultura e umanità sia davvero nelle nostre mani. A un certo punto siamo stati tutti una pagina bianca.
Noga Erez

Ad accompagnarne la pubblicazione, un videoclip diretto da Indy Hait in cui Noga Erez viene esposta come un’opera d’arte ad un pubblico di anziani; la sua performance consiste nel camminare senza sosta su un tapis roulant.

Camminare verso l’ignoto con un sorriso: di questo parla il video. Niente di questa vita va come previsto quindi perchè ne ho così paura? […] Credo che il rapporto con ciò che è al di fuori del nostro controllo debba essere cambiato. La paura può diventare anticipazione. Il video non mostra un viaggio completamente ottimista. Ne mostra uno complesso. La bellezza di essere innocenti in un momento, passare da militante a vulnerabile e poi sotto controllo.
Noga Erez

Su SA potete recuperare la recensione del sopracitato Off the Radar scritta da Luca Roncoroni.