The Weeknd – In Your Eyes

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Pubblicato dopo Heartless, Blinding Lights e la title-track, In Your Eyes è il quarto singolo estratto da After Hours, il nuovo album di Abel Makkonen Tesfaye (aka The Weeknd) disponibile dal 20 marzo 2020 via Republic Records. Il disco arriva a due anni dall’EP My Dear Melancholy (2018) e, come scrive nella recensione il nostro Raimondo Vanitelli, è un lavoro che risulta «sospeso, distante, trattenuto, e in definitiva noioso». A quanto pare, a rimanere dell’ultima fatica di Tesfaye è quell’immaginario velatamente horror, psichedelico e “al neon” che lui stesso ha contribuito ad alimentare dall’uscita del primo singolo e che poi ha riconfermato con la suggestiva cover dell’album (un omaggio all’atmosfera del film dei fratelli Safdie, Diamanti Grezzi, in cui ha avuto anche un cameo).

Diretto nuovamente da Anton Tammi, il videoclip di In Your Eyes prosegue la parabola discendente e allucinatoria dell’alter-ego di The Weeknd, vestito del solito abito rosso e col volto ricoperto di sangue (che cerca di nascondere sotto gli occhiali da sole). In particolar modo, superata la parantesi delirante di Las Vegas (Heartless) e la folle corsa con la Mercedes GT Spider (Blinding Light), il video si riallaccia al finale del cortometraggio che ha accompagnato l’uscita dell’album e che rende più esplicita la citazione al Joker di Todd Phillips: dopo un’ospitata al Jimmy Kimmel Live!, l’artista canadese scappa in metropolitana e viene colto improvvisamente da quelle allucinazioni che – dal primo “capitolo” della storia – lo rendono pazzo e potenzialmente pericoloso.

Moltiplicando i suoi punti di riferimento cinematografici (da Paura e Delirio a Las Vegas al sopracitato Joker, passando per Drive di Nicolas Winding Refn e tutta una certa filmografia horror degli anni Ottanta/Novanta), il video di In Your Eyes parte con Tesfaye all’interno di un ascensore in cui sale una coppia; il coltello che ha in mano fa intendere che lì inizierà un incubo che potrebbe avere una fine totalmente inaspettata.

di Nicola Rakdej

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