Arandel
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Alessandro Pogliani
- 28 Novembre 2012
Spoiler alert: nel secondo capoverso verrà indicato chi si cela dietro al finora misterioso moniker Arandel. Si fermi quindi in tempo chi volesse rispettare la scelta dell’anonimato, finora inviolato, del/dei musicista/i coinvolto/i nel progetto, con l’intenzione di mantenere l’opera artistica slegata ed autonoma, seguendo i dettami barthesiani della morte dell’artista. Un’ulteriore precisazione programmatica: Arandel non fa musica MIDIdipendente, tutti i suoni utilizzati provengono da fonti analogiche: “elettronica organica”, secondo la definizione di Marco Braggion. Il primo frutto di questo rigoroso impianto teorico è stato In D, album pubblicato nel 2010 dalla label francese Infiné (che ha visto Agoria tra i fondatori e che conta tra le sue fila Francesco Tristano, Apparat, Clara Moto e Rone), ricevendo una buona accoglienza da critica e pubblico: “album dal disegno essenziale che ragiona secondo una visione new age, capace di prestarsi a circonvoluzioni spaziali e introversioni di vuoto mistico” (C. Affatigato). Nel 2011 compare un album di remix delle tracce di In D (con contributi di Fraction, Rone, Bruno Pronsato tra gli altri) che dà un taglio più sostenuto alla proposta “bio-IDM” di Arandel. Sempre a firma Arandel si segnalano varie sonorizzazioni per installazioni artistiche e teatrali: da uno di questi progetti prende forma il secondo album, Solarispellis, uscito nel novembre del 2014 ancora per Infiné. Ma, come viene espresso in sede di recensione, “la magia non si ripete“.
Ma chi si nasconde dietro questo nom de plume ornitologico (arandel è variazione dialettale di hirondelle, ovvero “rondine”)? Le nostre ricerche ci portano ad identificare il polistrumentista francese Sylvain Rebut-Minotti come facente parte del supposto “collettivo”: molto probabilmente l’unico responsabile del progetto. Rebut-Minotti è finora noto attraverso l’alias Scalde, che dopo qualche non fortunata pubblicazione nella prima metà dei Duemila, ha trovato spazio come collaboratore di Agoria (soprattutto come vocalist, a partire dall’album The Green Armchair del 2006, fino al singolo For One Hour, pubblicato nel 2013 per l’etichetta italiana Rebirth, passando per Little Shaman, traccia contenuta nel’ottimo Impermanence del 2011).
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