Achille Lauro 1990
Lug
24
2020

Achille Lauro

Achille Lauro 1990

Elektra, Warner Bros. Records

Pop
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Info

Pubblicato il 24 luglio 2020, 1990 è l’annunciato album di Achille Lauro successore di 1969, il lavoro che lo ha consacrato a livello nazionale con brani come C’est la vie e soprattutto Rolls Royce (va da sé, uno dei più discussi di Sanremo 2019). Ad anticiparlo, la “storia di un amore tossico” dall’omonima title track (e relativo videoclip) pubblicata ad ottobre 2019 all’altezza della partecipazione del cantante alla 43esima edizione del Premio Tenco (e già presentata dal vivo durante i concerti di Roma, Milano, Torino e Bologna di quell’anno). Un brano che si dava precise coordinate estetiche tanto quanto la copertina scelta per rappresentarlo: una citazione della cover del magazine Rolling Stone (del 1999) con scatto di David LaChapelle ritraente Britney Spears.

Dalla contenuta scaletta del disco sono stati esclusi recenti singoli quali BAM BAM Twist e 16 Marzo, e al loro posto troviamo 7 canzoni e altrettanti interludi per 30 minuti di durata complessiva che si assestano su un parco di espliciti rimandi estetici ai Novanta commerciali dance pop da radio FM e cestoni CD all’Autogrill. La hit tormentone Scatman (1994) pubblicata dall’allora 52 enne Scatman John è esplicitamente citata nel brano Scat Man (con Ghali e Gamitaiz), così come non è un caso che un altro brano (con feat. di Annalisa) si intitoli Sweet Dreams (come il pezzo del 1995 del gruppo tedesco La Bouche che viene omaggiato paro paro nel ritornello). Lo stesso trattamento è riservato a You And Me, il singolo di Alessia Aquilani in arte Alexia del 1995 che qui è anche accreditata assieme a Capo Plaza. Eiffel 65 e Benny Benassi – con relativi scioglilingua/tormentoni – non potevano mancare nell’economia di un disco così concepito che applica un trattamento cantauto-trap alla memorabilia presa in oggetto, iniettando tonnellate di kitsch e decadenza.

Il gioco è scoperto: l’ascolto lascia il posto alla performance artistica. Le citazioni sono anti-nerd, ultra populiste, così come i testi e la prosa di Achille Lauro fotoromanzano il residuo fisso di un immaginario collettivo novecentesco, come se fosse l’ultimo depositario di un’epoca estinta con l’avvento del web, smarphone e social. A far da immagine coordinata a tutto questo è – con flirt LGBT+ annesso e connesso – un alter-ego giocattolo: una bambola dal look androgino, creata appositamente per l’occasione da Magia 2000, il duo di designer italiani Mario Paglino e Gianni Grossi, conosciuto in tutto il mondo e specializzato nella creazione e realizzazione di pezzi unici.

Citazione d’obbligo per il rapper di Gallarate Massimo Pericolo, che in Summer’s Imagine  aggiunge un poco della sua prosa ruspante e senza fronzoli. Quella che ci è piaciuta in Scialla Semper.

di Edoardo Bridda

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