Album
Grime 2016
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sentireascoltare
- 20 Novembre 2016
Pubblicata alla fine di un anno cruciale per il grime, Grime 2016, l’annuale compilation curata da Elijah & Skilliam sulla loro rispettata label Butterz, è la piazza ideale per tastare il polso a una scena mai così esposta a livello internazionale da almeno un decennio a questa parte. Non sono in pochi, tra addetti ai lavori e jet set fan (uno su tutti Drake), ad aver auspicato per il genere una ripartenza in grande soprattutto al di fuori dei patri confini, e in particolare una penetrazione canadese e statunitense: l’eroe di cui si è parlato di più quest’anno è stato naturalmente Skepta, posterboy della scena incoronato anche da un Mercury Prize con l’album Konnichiwa. Era dai tempi di Boy In Da Corner (pubblicato nel 2003) che non accadeva. E proprio quel disco è stato suonato nella sua interezza dal suo autore, Dizzee Rascal, a New York lo scorso maggio, a testimonianza che le risposte oltre Atlantico sono (nel loro piccolo) arrivate e il grime sta, di fatto, rivivendo una seconda giovinezza grazie a un mix tra i suoi sempiterni topos arrangiativi e oculate aperture verso l’hip hop statunitense (leggi trap, r’n’b ma non solo), ma sopratutto grazie ad una ritrovata vitalità dei suoi protagonisti più iconici, che sono tornati alle fondamenta del grime per ridargli nerbo e aderenza alla contemporaneità.
Nella compilation non manca nessuno, da Rascal (forzato il suo inserimento con Nutcrackerz, traccia con il feat. di Giggs pubblicata nel 2014, ma tant’è) al godfather Wiley (presente nella valida P Money – ma anche come featurer in altri brani in scaletta – il cui atteso ritorno – in grande – è previsto per gennaio 2017), dal vocalist favorito di The Bug / Kevin Martin Flowdan (che quest’anno ha pubblicato l’ottimo Disaster Piece), allo stesso Martin, che mette le basi per l’altro asso della scena ovvero Riko Dan. Poi c’è una triade formata da Kano, Stormzy e Swindle, che per importanza viene immediatamente dopo Skepta e il fratello JME, fino alla promessa su cui tutti stanno puntando da forse troppo tempo ovvero Novelist, fino a Trim, che è l’alfiere della combriccola legata a James Blake, ovvero la 1-800-Dinosaur. Sul lato basi, da segnalare Murlo che remixa Naila di Aj Tracey, ma qui stiamo parlando di vocal grime e non della sua versione riduzionista (Mumdance e Logos), industrial (Rabit), malinconica (Mr Mitch) e strumentale in genere, scena nella scena all’interno della quale il fermento creativo, dopo aver dato il la a tutto il comparto ad inizio anni ’10, a sua volta, non si è placato e quest’anno può trovare un buon riassunto nella compilation Different Circles presentata dagli autorevoli Mumdance & Logos. Per concludere il cerchio di questo 2016, c’è già una ciurma di producer e musicisti che abbiamo iniziato a definire post-grime come Gaika o Dark0, approfonditi in una recensione dedicata. (La versione Spotify di Grime 2016 contiene 36 delle 42 tracce totali).
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