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Pubblicate lo stesso giorno ed entrambe uscite importanti, Spaghetto e Oceana ci danno l’occasione per riprendere le fila di un discorso iniziato su queste pagine riguardo alle evoluzioni dancehall da una parte e quelle grime dall’altra. Da una lato c’è l’autore del primo dei due EP, Gaika della sempre più monitorata “etichetta della rinascita dancehall” Mixpak di Dre Skull, qui al debutto su quella Warp che ora ha tra le sue fila anche Lorenzo Senni; dall’altra c’è Dark0, “vecchia” conoscenza del giro dei grime producer più affascinati dall’iperrealismo (per farvi un’idea, recuperate anche le copertine di Fatima Al Qadiri e Murlo) qui al debutto su XL, dopo una gavetta sulle più lungimiranti e interessanti label del settore, ovvero Lost Codes, Gobstopper Records e Different Circles.

Ad accomunarli, oltre al formato e al salto di visibilità (e se vogliamo anche un taglio post-grime), anche il filo rosso percorso da entrambi i lavori, dischi che, in sostanza, puntano a riesumare e ad amplificare un discorso umano a lungo lasciato sottotraccia (o visto dal lato delle interfacce digitali e della cibernetica). In Spaghetto, che inizia sui toni drammatici di un coro femminile che sembra venire diritto dalle session di Blackstar, Gaika dedica esplicitamente il lavoro ad una umanità dilaniata (migranti in primis) ma anche ai suoi affetti più stretti (amici amati e persi); viceversa, in Oceana Dark0 cala catarticamente sulla tela i colori del dolore per far emergere l’ottimismo. Ed un certo ottimismo, alla fin fine, viene fuori da entrambe le parti, anche dalla scaletta politicizzata del primo, che sembrava interamente improntata sulle tinte dark del singolo 3D.

Interessante osservare l’aspetto umano di queste produzioni all’interno di un’ondata di calore che si sta rapidamente diffondendo, anche a livello programmatico, tra i producer londinesi. Emblematico lo statement di Bok Bok nel presentare l’ultimo volume all star della Night Slugs, ed emblematiche le posizioni complementari nell’affrontare l’argomento dei due producer qui presi in considerazione: Gaika, sempre in prima persona, scivola dal grime all’abbraccio r’n’b grazie ad un songwriting urbano, figlio della gentrificazione della sua città, espettorato con voce cavernosa e un afflato a metà tra Riko e Ghostpoet (ma già piuttosto personale); Dark0, che è un producer strumentale, si riallaccia alla tradizione più romantica e slow-mo dell’hip hop statunitense, spremendo le sue arance r’n’b/soul in una aranciata fusion-videogame, azzerando così il cinismo di Pc Music su un mix che altro non è se non la prosecuzione delle sonorità future pop del biennio 2010-2012 (da Girl Unit a Purity Ring e MissingNO) alla luce di una certa new age di ritorno e dello studio di Lorenzo Senni sulla trance (vedi anche il Solace EP dello scorso anno).

I due EP sembrano trovare un punto d’incontro privilegiato nelle note di Glad We Found It, dove cioè Gaika e una misteriosa featurer camminano su ciotoli trap e una skyline di cinematici synth («Memories, them are callin’ me Man can only move forward / Drag my body to the deep blue sea»). Venendo ai voti: 7.3 per Spaghetto e 7.0 per Oceana.

4 Novembre 2016
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