Manda un’e-mail e Powell ti risponderà

Due cartelloni pubblicitari, uno a Londra e l’altro a New York, con nient’altro se non un indirizzo e-mail: [email protected] È questa l’innovativa campagna teaser architettata da Powell per preparare il terreno al suo primo album: l’uscita in autunno di Sport, pubblicato da XL Recordings, è stata anticipata dallo stesso Powell in risposta ad una e-mail di un suo fan, che ha colto al balzo l’implicito invito. Il giovane e lanciatissimo producer londinese (non nuovo ad instaurare inusuali modalità di comunicazione, vedi il geniale utilizzo dello scambio di e-mail con Steve Albini per la traccia Insomniac) assicura risposte veloci e senza filtri a tutti coloro che lo contatteranno. Noi di SA abbiamo voluto testare l’iniziativa, lo scorso venerdì pomeriggio.

La prima reazione al nostro contatto è stata un’e-mail di risposta automatica (“Fuck this. Too hot. Gone swimming. Back soon“) con questa immagine allegata:

Powell going swimming

Ma dopo solo una ventina di minuti ecco arrivare i divertenti «consigli per sfruttare al meglio l’interview time con Powell». Pronti, via: inviamo le nostre domande, e dopo poche ore ecco le risposte, comprensibilmente telegrafiche vista la mole di messaggi da smaltire, ma effettivamente dirette e non costruite.

Allora, come è stata la nuotata?

La piscina era chiusa perché c’era troppa gente. Ho bisbigliato una parolaccia alla mia ragazza, e un poliziotto che stava controllando la folla mi stava quasi multando per aver imprecato! Gli ho detto che dire alla gente quando e dove si può imprecare non era proprio il suo lavoro.

Quante e-mail hai ricevuto finora?

Circa 700.

Quali sono le domande più frequenti?

Niente di troppo ripetitivo. Però molta gente mi ha chiesto quale sia il mio frutto preferito [probabilmente riferendosi al suo show radiofonico mensile, Melon Magic, ndSA].

Quali sono state le domande più intriganti/disturbanti/disturbate?

Ho ricevuto alcune e-mail molto toccanti. Una in particolare, di una ragazza che si è recentemente ammalata e che voleva parlarne.

Quante volte hai fatto “copia e incolla” per le risposte?

Onestamente, nessuna.

Vedo che sei un maestro nella “Nobile Arte della Media Disruption”. Che cosa ti ha lasciato l’esperienza da pubblicitario, come planner presso l’agenzia Wieden & Kennedy, a parte i soldi?

Preferisco non parlarne. Non perché la cosa non mi sia piaciuta, ma solo perché non penso sia rilevante. Preferisco concentrarmi su di me e sulla musica.

Posso chiederti un’opinione professionale su Pokémon Go?

Pokémon Go è quella cosa dove spalmi di crema di cioccolato il culo di Snorlax e poi te lo scopi?

Questa settimana è morto Alan Vega. / Questa settimana 40 anni fa c’è stata la prima performance pubblica di Anarchy In The UK dei Sex Pistols: scegli una delle due e fai una dichiarazione al riguardo…

Non sarei qui se non fosse per Alan Vega.

Di che cosa ha più bisogno la musica, oggi?

Di persone come Alan Vega.

Di che cosa ha più bisogno il mondo, oggi?

Di empatia.

Chi invidi di più?

Peter Benchley, l’autore de Lo Squalo.

Metti in ordine di importanza queste parole, in relazione alla tua musica: ascoltatori – autenticità – corpo – mente – movimento – ricerca – sorpresa – tecnica – tensione – visione.

Mente, corpo, sorpresa, meloni.

Cosa ti aspetti da Sport? Uscirà in ottobre? Ci saranno ospiti?

Aspetta e vedrai.