Hercules And Love Affair

Hercules and Love Affair è il progetto musicale del musicista e DJ americano Andrew Butler. L’esordio è datato 2007 con il 12” Classique #2 / Roar su DFA, ma il primo vero nucleo della band nasce nel 2004 quando Butler incontra Antony Hegarty (frontman e cantante del gruppo Antony and the Johnsons) e gli propone di registrare una canzone dance intitolata provvisoriamente Blind. La pubblicazione del singolo resta in stand by per altri tre anni. Blind verrà pubblicato infatti solo nel 2008. Antony nel frattempo diventa un’icona transgender e vince il prestigioso Mercury Prize inglese.

Andrew Butler nasce a Denver e si trasferisce alla fine degli anni Novanta a New York per studiare al prestigioso Sarah Lawrence College di Yonkers, 15 km a nord di Manhattan (frequentato, tra gli altri, da Yoko Ono, Brian De Palma, Tao Lin e Meredith Monk). Nella city conosce Kim Ann Foxman, una giovane DJ originaria delle Hawaii che aveva bazzicato negli anni Novanta la scena dance di San Francisco e che aveva iniziato a produrre una sua linea di gioielli. I due si incontrano ai party Mad Clams, in un bar lesbo-gay dell’East Village chiamato The Hole. Kim chiede a Andy di diventare resident DJ nel club e lui accetta subito. La caratteristica principale delle serate Mad Clams è la completa assenza di regole: come ha dichiarato Kim in un’intervista qualche anno fa “non c’erano luci, era molto buio, i muri erano coperti di graffiti. Chiunque poteva scrivere sui muri, pisciare negli angoli, fare sesso o qualsiasi cosa”.

I due si mettono a suonare classici disco e house di San Francisco, che al tempo non erano molto di moda nella grande mela. Butler inizia a comporre pezzi inediti a mo’ di tema di chiusura delle serate e per accompagnare i video che vengono proiettati dietro la consolle. Durante uno dei suoi show, il Nostro incontra il produttore e DJ Daniel Wang, che fa ascoltare un suo demo alla DFA Records. Le tracce fanno esaltare Tim Goldsworthy, produttore e fondatore della label newyorchese (insieme a James Murphy degli LCD Soundsystem e al manager Jonathan Galkin), che nel 2008 co-produrrà l’esordio omonimo. Per completare l’amalgama del duo, al gruppo si aggiungono alle vocals Nomi Ruiz – che aveva collaborato con Deborah Harry, le Cocorosie e lo stesso Antony – e una backing band che include Morgan Wiley e Andrew Raposo, entrambi negli Automato. Hegarty è sempre stato un featurer esterno e non compare mai nelle intervista ufficiali o negli show dal vivo.

Hercules and Love Affair prende il nome dall’amore di Butler per i miti greci e romani. Il moniker si riferisce alla storia d’amore fra Ercole e Ila. Ercole uccide il padre di Ila e si invaghisce del ragazzo, che diventa suo scudiero. Ma quando i due si fermano per una sosta a Misia, durante la ricerca del vello d’oro, il giovane Ila si ferma ad una fonte e viene trascinato nell’acqua dalle Ninfe che si innamorano di lui. Ercole sente le grida del giovane, ma non riesce più a trovarlo, tanto che l’eroe abbandona la missione per cercare il suo compagno. Da qui nasce il mito di Ila rapito dalle Ninfe.

Un nome del genere sottolinea, secondo Butler (in un’intervista rilasciata al New York Times nel 2008), la vulnerabilità dei più forti di fronte all’amore: “gli uomini forti possono avere sentimenti forti. Possono sperimentare quei sentimenti, sperimentare dolore ed esprimere dolore – ed essere gay“. Invece di avere la leader diva come molti gruppi house, Butler, come abbiamo già detto, usa il featuring come arma distintiva. Le sue due dive stabili sono Kim Ann e Nomi, ma negli anni la proposta chiama in causa molti personaggi del panorama disco/electro: il già citato Hegarty, Tyler Pope (bassista dei !!!), Carter Yasutaki alla tromba, Maxim Moston (Antony and the Johnsons) agli archi, Nick Millhiser (Holy Ghost!), tutti sull’esordio, Kele Okereke dei Bloc Party, Aérea Negrot e Shaun J. Wright nel secondo disco Blue Songs, e per chiudere Mark Pistel e i due vocalist Gustaph e Rouge Mary nell’ultimo lavoro The Feast Of The Broken Heart.

Blind (miglior canzone del 2008 per Pitchfork) sconvolge il dancefloor di fine anni ’00 e porta al successo l’intuizione di Butler: far incontrare la dance con il pop e sbandierare ai quattro venti una specie di ibrido sessuale che in Antony trova il suo portabandiera. Il singolo è l’apripista di un sentire la materia disco in modo più solare degli amici della DFA, che nell’album troverà il suo sbocco principale e il meritato successo planetario. L’esordio – come ci ha detto in un’intervista qualche anno fa lo stesso Butler – è un “hommage a molti produttori disco e dance” (pensiamo ad esempio a Jimmy Somerville, la garage di New York, Arthur Russell) e chiude il decennio del punk funk in maniera sopraffina, prendendo il meglio dalle esperienze dei Rapture (House Of Jealous Lovers è del 2003), Hot Chip (Over And Over è del 2005), LCD Soundsystem (Give It Up è addirittura del 2002), !!!, Clinic, Yeah Yeah Yeahs e tutta l’epopea new rave con i Klaxons, i New Young Pony Club, e i CSS, miscelando il suono rock con la pusione sexy della disco più nobile (quella dei Settanta di Giorgio Moroder).

Il sophomore si scosta dall’ombrello DFA (viene pubblicato su Moshi Moshi) e propone una serie di canzoni che pescano sempre dalla tradizione, ma trovano uno stile più personale, infatuato di house Chicagoana à la Marshall Jefferson meets Frankie Knuckles. Il cambio di componenti nel gruppo (se ne vanno Antony, Nomi, Goldsworthy e Pope) porta nuova aria. Aérea Negrot, Shaun Wright e il producer Mark Pistel fanno il loro dovere, consegnando un lavoro eccellente che si rifà agli anni ‘80 (Kraftwerk, tra gli altri) e che affina ancora di più le armi dell’arrangiatore Butler, portando ad un livello più pop e ancor più ascoltabile la proposta.

Il terzo disco The Feast Of The Broken Heart esce il 26 maggio 2014 sempre su Moshi Moshi e vede la partecipazione alla produzione di Ha-Ze Factory e Mark Pistel e ai featuring vocali di John Grant, Rouge Mary, e  Krystle Warren. Il primo singolo estratto dall’album è Do You Feel The Same con il feat. di Gustaph, in uscita il 14 aprile e condiviso sul Soundcloud ufficiale della formazione il 4 marzo. Dopo tre anni di assenza dalle scene, periodo dedicato a disintossicarsi dalla dipendenza da alcol e droghe, il 3 luglio 2017 Andrew Butler annuncia il suo quarto disco dal titolo Omnion che esce il 1° settembre. L’album contiene i featuring di Sharon Van Etten nella title-track, di Faris Badwan degli Horrors, della indie band libanese Mashrou’ Leila e dei collaboratori di Butler, Rouge Mary e Gustaph, già presenti nei precedenti dischi.

 

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