Letherette (UK)

Biografia

These lush beats

Duo di amici di lunga data della provincia britannica, Richard Roberts e Andy Harber esordiscono sulla lunga distanza nell’aprile del 2013 su Ninja Tune con un album omonimo sotto il nome di Letherette. La loro specialità è un sound che unisce la passione per l’IDM al downtempo di casa Ninja Tune, l’hip hop del giro di Flying Lotus all’house e al french touch. Tra le influenze dichiarate di Andy, Orbital, Aphex Twin e StockhausenRichard invece è un grande fan di soul music e rare groove per via della collezione del padre. L’intero arco delle prime esperienze musicali si consuma nella monotonia della loro città, Wolverhampton, perfetta, a detta loro, perché, al contrario di Londra, «non c’è nulla da fare», e cosa di meglio se non dedicarsi alla musica nella città «votata tra le peggiori al mondo».

Al Sonic Arts college, una sorta di scuola anti-Brit, il duo fa la conoscenza di Actress (di due anni più vecchio) e Alex Nut, che porta all’amicizia con i coetanei Lee Gamble e Bibio. Per quest’ultimo, Roberts produce e arrangia i brani Puddled In The Morning (dall’esordio Fi) e Marram (dal successivo Hand Cranked). Appare infine in una traccia dell’album Body Riddle ‎ di Clark del 2006. A fare da catalizzatore in questi anni è Myspace. Tramite il social network i Letherette conoscono Kwes, Machinedrum, Jimmy Edgar e i tipi della Brownswood Records, e così nel 2009 sono già alle prese con remix per Machinerum (Light Night Operation) e Bibio (Lovers’ Carvings). Segue un importante mix per Andrew Meza alla BTS Radio e due EP omonimi pubblicati da Alex Nut sulla sua Ho Tep label tra il 2010 e il 20111. Il decisivo passo avanti arriva con la conoscenza di Greg Eden, manager di Mark Pritchard e Clark, sotto la guida del quale la coppia realizza i demo che portano, a inizio 2012, la Ninja Tune a mettere i producer sotto contratto.

Il debutto dei Letherette mescola una buona dose di wonky sound a sonorità di stampo 70s / 80s come il soul o il funk, tagliando con IDM, ambient house e french touch. Il seguito, Last Night On The Planet (2016), abbandona quest’ultima influenza per immergere l’ascoltatore in un lavoro dalle sonorità eleganti e lussuose, diviso idealmente tra una prima parte dedicata a hip hop e downtempo e una seconda all’house dalle parti della Trax ma sopratutto da quelle di Masters At Work e Deep Dish, il tutto rivisto con buona maturità produttiva.

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