The War On Drugs (US)

Biografia

Il gruppo è nato a Philadelphia nel 2003 dall’incontro a un party, presumibilmente ad alto tasso alcolico, tra il chitarrista Kurt Vile e il cantante e tastierista Adam Granduciel. Già nel 2005 i due hanno sufficiente materiale per un disco, ma in questa prima formazione i War On Drugs arrivano all’album d’esordio Wagonwheel Blues solamente nel 2008. Innamorati della psichedelia in chiave rock, il loro sound si rifà tanto ai classici Springsteen e Dylan, quanto a influenze più rumorose come i Sonic Youth.

Riluttanti a fare della band la loro unica attività, i due musicisti diventano una presenza fissa della scena musicale nella città dell’amore fraterno, ma alla fine dell’anno Vile e Granduciel (oltre all’organista /batterista Charlie Hall presente fin dal 2005) prendono strade diverse.

Il secondo disco, con Granduciel che diventa mente unica e titolare assoluto del moniker War On Drugs, arriva nel 2011. Slave Ambient mette la band sotto il radar internazionale e procura un tour lungo un biennio nei rock club di mezzo mondo. I suoni sono più complessi e originali, con influenze kraut che si fanno più manifeste e un certo legame con un recupero della tradizione portato a termine anche dagli Arcade Fire in quegli stessi anni.

In una configurazione più stabile, più da band vera e propria, Granduciel raccoglie dal successo del secondo disco sufficienti energie per una vera rifondazione della band, finalmente libera delle intossicazione Vile-iane delle fasi precedenti e davvero tutta sua. Lost In A Dream esce nella primavera del 2014 ed è il primo vero disco della nuova creatura di Granduciel. Un lavoro compiuto in equilibrio tra psichedelia, americana e rock, suggellato dall’affiatamento degli strumentisti rodati in tour e dal lavoro con l’ingegnere del suono preferito dal capoband (Jeff Zeigler).

Tre anni più tardi, forti del discreto successo ottenuto dalla prova precedente, la band ritorna – su una major questa volta, dopo la firma di un contratto che prevede la pubblicazione di due album – con A Deeper Understanding (2017), disco atteso come la classica prova della consacrazione per la band della Pennsylvania. Missato da Shawn Everett, il lavoro vede inoltre la partecipazione alla chitarra di Meg Duffy degli Hand Habits.

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