Animal Collective politicamente corretti: ora cambiano copertine e titoli dei vecchi lavori in nome dell’antirazzismo (e nuovo EP in arrivo)

Adesso la sindrome da "Via col vento" colpisce anche le band.

Non bastava la cancellazione dei film dalle piattaforme streaming o dalle proiezioni cinematografiche in programma stile Via col vento, né l’abbattimento di statue, e neppure il ritiro di prodotti commerciali sbiancanti tipo il borotalco: adesso anche le pop/rock band si mettono a cambiare i loro lavori del passato che oggi qualcuno, in nome del politicamente corretto, potrebbe trovare offensivi nei confronti delle minoranze. Gli Animal Collective hanno infatti annunciato che modificheranno la copertina di un loro EP del 2006 e il titolo di un loro album del 2003. Ovviamente le modifiche riguarderanno solo ciò che appare sulle piattaforme digitali, sicché nessun novello Guy Montag verrà mai a bruciarvi con il lanciafiamme le copie fisiche di suddette opere che avete acquistato a suo tempo e che custodite gelosamente in casa.

I due titoli sarebbero l’EP People, pubblicato 14 anni fa, e l’album Here Comes the Indian, risalente a 17 anni fa. Sul primo è raffigurata in copertina una tata di colore, sorta di Mami di Via col vento, che tiene a bada due bambini di pelle bianca; del secondo è invece il titolo a non andare più bene, poiché riferito alla minoranza indiana (vedi anche la scelta del boss della ex One Little Indian in merito).

«Non potremo mai scusarci abbastanza per aver usato una “mammy” sul nostro artwork – sono state le parole della band riguardo a People – così abbiamo deciso di rimuoverla. Utilizzare uno stereotipo razzista può causare danni che nessun tentativo di spiegazione potrà riparare, perciò chiediamo perdono».

Ancora più deferente la richiesta di scuse per Here Comes the Indian: «Ci rendiamo conto che avere la parola “indiano” nel titolo del nostro disco possa mandare un messaggio sbagliato nei confronti degli indiani d’America, il che non era certo quello che intendevamo con la nostra musica».

Chissà, magari il tutto è solo un’abile mossa per promuovere il loro nuovo EP, Bridge to Quiet, che – rivela Pitchfork – sarà caricato il 4 luglio su Bandcamp insieme all’intera discografia del quartetto (sulla pagina del magazine USA che abbiamo linkato come fonte ne trovate postato anche un estratto, Rain In Cups); o magari un modo per sottolineare la decisione di donare i proventi dell’EP Meeting of the Waters, risalente al 2017, all’associazione Cultural Survivor, che si occupa di diritti della minoranza indigena. Speriamo vivamente che sia solo una mossa commerciale, altrimenti dovremmo preoccuparci e prepararci all’invasione di dischi reintitolati, testi modificati e copertine photoshoppate per cancellare ogni possibile traccia di “offesa”.

Qui di seguito vi proponiamo lo screenshot del messaggio degli AC su Instagram con cui hanno annunciato le suddette rivisitazioni, ma è il commento di un utente in alto a destra a riassumere alla perfezione il significato di tutto ciò: «Qui stanno impazzendo tutti» (detto ovviamente in modo molto meno edulcorato). Chissà, forse un giorno qualcuno se la prenderà pure con The Dark Side Of The Moon: lato scuro della luna? Ma siamo matti, che cosa sono queste discriminazioni?!

Su SA, trovate ascolti e recensioni degli Animal Collective (tra cui l’ultimo, Painting With, del 2016, con recensione di Edoardo Bridda), una introduzione dedicata a Panda Bear – la cui ultima pubblicazione è l’EP A Day With The Homies, gennaio 2018 – e un’intervista allo stesso artista realizzata nel 2016 da Ilaria Nacci e Gabriele Marino.

Tracklist
  • 1 Native Belle
  • 2 Hey Light
  • 3 Infant Dressing Table
  • 4 Panic
  • 5 Two Sails On A Sound
  • 6 Slippi
  • 7 Too Soon
Animal Collective
Here Comes The Indian