ASAP Rocky è ancora dentro “perché potrebbe darsi alla fuga”. TMZ quasi certa della condanna

ASAP Rocky è ancora dentro nonostante Trump, Kanye e tutti i sostenitori del rapper. Il Presidente: “garantisco io per lui”. TMZ quasi certo della condanna

Non è una novità, Donald Trump sa come sfruttare situazioni e media a proprio vantaggio e lo fa attraverso Twitter invece dei convenzionali luoghi deputati alla politica. Accusato più volte assieme al suo staff ultra conservatore di razzismo, lo scorso weekend il Presidente degli Stati Uniti è personalmente sceso in campo in difesa di Asap Rocky tirando in ballo Kanye West, due noti protagonisti della comunità Hip Hop afroamericana.

Il rapper di Harlem, in carcere dal 2 luglio, è stato arrestato per sospetta aggressione sulle strade di Stoccolma, violenza per la quale da allora si è dichiarato innocente mostrando anzi – via social media – l’insistenza con la quale due ragazzi hanno inseguito lui e il suo team per le strade di Stoccolma recriminando un risarcimento per la rottura di un paio di cuffie. Da subito è circolato un filmato di TMZ che evidenzia abbastanza chiaramente cosa è seguito all’alterco: nello streaming si vede il musicista perdere completamente le staffe e – apparentemente – scaraventare il ragazzo a terra riempiendolo poi di calci e pugni con l’aiuto di due dei suoi, gli stessi che tuttora sono detenuti in Svezia assieme al rapper. La giustizia svedese, venerdì scorso, ha chiesto ulteriori giorni – alle inizialmente preventivate due settimane – per completare l’indagine: il rapper “sarebbe a rischio di fuga”, dichiarano, e pertanto deve rimanere in carcere fino al 25 luglio, giorno in cui arriverà la decisione di perseguirlo o meno.

E a questo punto entra in scena Trump: il Presidente degli USA afferma via Twitter di aver parlato con il suo noto sostenitore Kanye West in merito all’amico di lui A$AP Rocky e di star cercando di capire come aiutarlo, per chiudere così una faccenda «che così tanta gente vuol veder conclusa». A quel tweet ne è seguito poi un secondo in cui il Presidente afferma di aver parlato con il Primo Ministro svedese Stefan Löfven. Questo gli ribadisce che il rapper sta ricevendo un equo trattamento in carcere. E lui replica che “garantisce personalmente per lui”.

Il tweet si conclude con la promessa di una nuova discussione tra i due che dovrebbe avvenire proprio oggi. Ma è tutto un balletto mediatico/politico che a questo punto non ha conseguenze pratiche: Löfven ha dichiarato di tenere alla vicenda, ribadendo però che «il sistema giuridico svedese è indipendente», come dire possiamo parlarne quanto vogliamo ma non è lui a decidere: in Svezia non si fanno distinzioni tra cittadini e stranieri, sono tutti ugualmente ed equamente soggetti alla legge come è giusto che sia.

Mentre aspettiamo il verdetto del 25 luglio, i soliti giornalisti di TMZ hanno avuto l’ennesima delle loro soffiate e parlano di una già certa formulazione dell’accusa da parte delle autorità svedesi (con una pena massima di 6 anni di carcere), azione che il team legale del rapper starebbe già elaborando. E come se non bastasse pure quel fan dei Tool di Justin Bieber è intervenuto sulla vicenda ricordando – giustamente – a Trump dell’infausta decisione – presa la scorsa primavera – di separare un gruppo di bambini dai propri genitori al confine con il Messico. «Visto che sei sul pezzo perché non liberi anche quei bambini dalle gabbie?».

Per uno sguardo d’insieme su A$AP Rocky vi rimandiamo al monografico di Luca Roncoroni che ha anche recensito su queste pagine il suo ultimo album, Testing. La scorsa settimana, Radar Concerti ha rinviato la data italiana del rapper prevista per il 17 luglio. L’intero tour europeo del rapper ha subito la stessa sorte.

Tracklist

Ti potrebbe interessare