Circa un anno fa Damon Albarn dichiarò che i Blur erano tornati in studio per registrare nuovo materiale in uno studio di Hong Kong. Sul destino dei nuovi brani, rimasti nel cassetto da allora, l’artista londinese si è espresso in una recente intervista ad NME.
“Ad Hong Kong abbiamo registrato 15 nuove canzoni. La cosa fastidiosa è che se avessi scritto i testi proprio lì e allora, l’album sarebbe già finito. Qualche volta, se non riesci a fare tutto in un colpo solo la cosa svanisce. Non saprei davvero cosa cantarci su quel disco ora. All’interno ci sono grandi brani, eppure questo potrebbe essere uno di quei dischi destinati a non esser pubblicati… …ci lavorerò ancora un po’. Mi piace registrare in tempi brevi, se posso. Con Everyday Robots è stato diverso, perché in quel caso era tutto ben pianificato ed, a volte, è bello avere un po’ di energia e fare qualcosa in soli dieci giorni. [In quei giorni] facevamo troppo spesso avanti e indietro tra dove eravamo e dove dovevamo registrare e faceva troppo caldo. Ecco perché non siamo riusciti a completarlo“.
Proprio ieri, 28 luglio, i Blur hanno annunciato una nuova versione, rimasterizzata, dello storico Live At The Budokan del 1995, album in precedenza disponibile unicamente per i fan giapponesi.
