Donald Trump e Ali G (2003)

Borat 2. Donald Trump su Sacha Baron Cohen: “È un viscido, non mi ha fregato”

The Donald dà del degenerato bugiardo a Cohen che risponde per le rime.

Non si placano le polemiche e il clamore suscitato dalla scena di Borat Subsequent Moviefilm in cui Rudolph Giuliani prima invita la figlia 15enne del protagonista, Turar (interpretata da Maria Bakalova), in camera da letto, chiedendole numero di telefono e indirizzo, e poi si sdraia sul matrimoniale con le mani nei pantaloni per “rimettersi a posto la camicia”.

A correre in difesa dell’ex-sindaco di New York e collaboratore personale del Presidente, è Donald Trump in persona, che interrogato sulla faccenda risponde definendo Sacha Baron Cohen un “creep”, ovvero un degenerato (o un viscido o entrambe le cose se preferite). «Quel tipo è un impostore, non lo trovo affatto divertente», ha risposto ai giornalisti venerdì scorso ricordando che quando nel 2003 apparve sul Ali G Show, il comico ha cercato di incastrarlo ma lui è stato «l’unico a non cascarci».

La risposta di Cohen è arrivata concisa e puntuale via Twitter: «grazie per la pubblicità gratuita a Borat – scrive – lo devo ammettere, neppure io ti trovo divertente. E comunque ovunque nel mondo ridono di te. Sono sempre alla ricerca gente che interpreti dei pagliacci razzisti e dopo il 20 gennaio potresti aver bisogno di un lavoro. Che dici, ne parliamo?»

Ritornando allo scandalo che ha investito l’ex Sindaco di New York, il diretto interessato, rispondendo alle domande di un’intervista di qualche giorno fa, ha negato ogni accusa affermando che le scene che lo ritraggono sono state falsificate e che non stava facendo altro che “rimettersi a posto la camicia”. Anche qui Cohen ha recapitato una pepata risposta al politico dai microfoni di Good Morning America: «Se l’avvocato del presidente crede che quello che ha fatto lì sia un comportamento appropriato, Dio solo sa cosa ha fatto ad altre giornaliste nelle camere d’albergo. Vi invito tutti a guardare il film. È tutto sotto i vostri occhi. Ha fatto quello che ha fatto. Fatevi pure un’idea, a noi è sembrato piuttosto chiaro».

Altra chicca che riguarda il seguito di Borat ma che non è rientrata nel montaggio del film è la scena che vede sempre la Bakalova infiltrarsi alla Casa Bianca come giornalista. Anche qui Cohen via Twitter va dritto al punto: l’attrice non solo è riuscita a passare la security ma si è presentata in una stanza in cui era presente anche Trump mentre nessuno indossava mascherine. E questo pochi giorni prima che il Presidente risultasse positivo al Coronavirus.

Ricordiamo che Sacha Baron Cohen è anche protagonista di un altro film in tendenza in questi ultimi giorni, ovvero Il processo ai Chicago 7, di cui potete leggere la recensione a cura di Nicola Rakdej.

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